La dittatura del pensiero unico avanza velocemente. Sulle tematiche etiche (aborto, utero in affitto, eutanasia, “diritti lgbt”, ecc.), sulla questione del cambiamento climatico, la narrazione non può differire da quella "ufficiale". Come ogni dittatura, viene applicata la censura che sfocia nell’odio e nella contestazione di coloro che portano avanti tesi che contrastano la narrazione del mainstream. Nell’ultimo week-end, durante il Salone del libro di Torino, il ministro per le pari opportunità e la famiglia Eugenia Roccella è rimasta vittima della dittatura del pensiero unico. Un gruppo di attivisti (Extinction Rebellion, Comitato Essenon, Fridays For Future e le femministe di “Non una di meno”) hanno cominciato a urlare slogan e si sono seduti per terra nella sala, e nonostante l’intervento immediato della polizia, sono riusciti ad impedire al ministro Roccella di svolgere il suo intervento in merito al suo libro “Una famiglia radicale”.
Attraverso una nota il Premier Giorgia Meloni, commenta la vicenda in cui è stata coinvolta il suo ministro Roccella, e bacchetta duramente coloro che pretendono con azioni intolleranti e al di fuori delle regole democratiche di imporre la propria visione: “Quanto accaduto al Salone del Libro di Torino è inaccettabile e fuori da ogni logica democratica. Altrettanto inaccettabile è l’operazione dei soliti noti di capovolgere i fatti, distorcendo la realtà e giustificando il tentativo di impedire a un ministro della Repubblica di esprimere le proprie opinioni. Come al solito chi pretende di darci lezioni di democrazia non ne conosce le regole basilari”.
Come il Premier, altri componenti dell’esecutivo hanno manifestato la propria solidarietà al ministro Roccella.
Per il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano: “E’ inaccettabile quanto avvenuto al Salone del Libro. Non permettere a un autore di presentare il suo libro è un atto antidemocratico e illiberale”.
Per il titolare del dicastero delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso: “Nessuna connivenza può essere tollerata. La stagione dei cattivi maestri, di chi giustifica e compiace, è finita. Mi auguro che sia unanime la condanna in ogni caso, sempre e comunque, contro ogni forma di intolleranza”. Un concetto condiviso a chiare lettere anche dal ministro Musumeci che, nel tributare a Eugenia Roccella: “L’avere impedito fisicamente al ministro per la Famiglia il diritto a presentare il suo libro, nel luogo maggiormente deputato per farlo, costituisce un segnale allarmante per tutte le persone di buon senso. Al di là dei colori politici. Sincera solidarietà al ministro Roccella”.
Per il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini: “Negare la libertà di espressione a qualcuno, non è mai una legittima e civile contestazione. Ma un atto di prevaricazione”.
Il responsabile nazionale organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli con profonda indignazione esprime la sua vicinanza al ministro Roccella, deprecando la vicenda della kermesse culturale torinese: “Solidarietà e complimenti a Eugenia Maria Roccella. Solidarietà perché vittima dei soliti intolleranti, antidemocratici violenti, che non sanno proporre. Ma solo impedire ad altri di parlare. Complimenti perché, mantenendo una pazienza esemplare, ha invitato i contestatori al confronto. Confronto ovviamente rifiutato per evidente assenza di argomenti”.
Su quanto accaduto a Torino, una ferma condanna per l’ennesimo atto antidemocratico, arriva dal Presidente del Senato Ignazio La Russa: “Trovo estremamente grave quanto avvenuto al Salone del libro di Torino, dove al ministro della Famiglia è stato impedito di presentare il suo libro ed esprimere liberamente le sue idee. In occasione dell’inaugurazione di questa importantissima fiera, ho voluto ribadire l’importanza della cultura e di non creare steccati. Purtroppo, ci troviamo di fronte all'’ennesimo atto antidemocratico che non può non trovare la mia ferma condanna e spero anche quella di tutte le forze politiche. Al ministro Roccella giunga la mia solidarietà”.