Il 23 maggio è l’anniversario della strage di Capaci in cui furono assassinati il giudice Giovanni Falcone, la moglie (anch’essa magistrato) Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Attesa in questi mesi, con polemiche per i ritardi nell’istituzione, quest’anno il 23 maggio sarà il giorno in cui si riunirà per la prima volta la Commissione Parlamentare Antimafia.
Cantalamessa, Castiello, Della Porta, Aurora Floridia, Iannone, Melchiorre, Minasi, Mirabelli, Musolino, Nave, Paita, Potenti, Rando, Rastrelli, Russo, Sallemi, Salvitti, Scarpinato, Sigismondi, Silvestro, Sisler, Spelgatti, Ternullo, Valente e Verini sono i senatori che ne faranno parte. Antoniozzi, Ascari, Barbagallo, Bicchielli, Cafiero De Raho, Carrà, Castiglione, Colosimo, Congedo, D’Attis, De Corato, Gallo, Gubitosa, La Salandra, Maiorano, Michelotti, Orlando, Piccolotti, Pittalis, Pretto, Provenzano, Serracchiani, Sudano, Tenerini e Zinzi i deputati nominati nella Commissione.
All’ordine del giorno della prima seduta della Commissione ci sarà l’insediamento dell’ufficio di presidenza. L’incarico di presiedere la commissione potrebbe essere affidato a Chiara Colosimo di Fratelli D’Italia. Una possibilità per la quale si definiscono “sbigottiti” e “increduli” i familiari di alcune vittime di mafia. Una lettera aperta è stata firmata da Salvatore Borsellino (fratello del magistrato Paolo Borsellino, assassinato da Cosa nostra, e presidente dell'Associazione “Le Agende Rosse”), Paolo Bolognesi (presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage della stazione di Bologna), Manlio Milani (presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di Piazza della Loggia), Federico Sinicato (presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage di Piazza Fontana), Stefano Mormile (fratello dell’educatore carcerario Umberto Mormile, assassinato dalla ‘Ndrangheta, e presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della Falange Armata), Nunzia Agostino (sorella dell’agente di Polizia Nino Agostino, assassinato da Cosa Nostra), Paola Caccia (figlia del magistrato Bruno Caccia, assassinato dalla ‘Ndrangheta), Pasquale Campagna (fratello della diciassettenne Graziella Campagna, assassinata da Cosa Nostra), Giovanni Impastato (fratello di Peppino Impastato, ucciso da Cosa Nostra) e Angela Gentile Manca (madre del medico Attilio Manca, anche lui assassinato da Cosa Nostra). Nella lettera i firmatari fanno riferimento ai rapporti che Colosimo avrebbe, secondo quanto riportato dalla trasmissione Report, con Luigi Ciavardini. “Esponente - assieme ad altri criminali come Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro - del gruppo eversivo neofascista dei NAR (Nuclei Armati Rivoluzionari)” e “condannato definitivamente per l’omicidio del poliziotto Francesco Evangelista e del magistrato Mario Amato (che aveva preso in mano le indagini del collega Vittorio Occorsio – assassinato dal terrorista neofascista Pierluigi Concutelli – sui legami tra destra eversiva, P2 e apparati dello Stato) e ovviamente per la strage della stazione di Bologna, dove morirono 85 persone” si legge la lettera. Inoltre, sempre grazie a Report, proseguono i familiari “sono emersi i legami tra Ciavardini, Fioravanti e Mambro e alcune associazioni che, da anni, stanno chiedendo a gran voce l’abolizione del 41-bis e dell’ergastolo ostativo per i reati di mafia e terrorismo”. La missiva pubblica prosegue citando i “plurimi depistaggi a favore dei NAR e delle altre formazioni criminali neofasciste, commessi da uomini dei servizi segreti infedeli alla Costituzione repubblicana e da apparati delle istituzioni” e ““le circostanze emerse dalle indagini svolte negli ultimi anni da diverse procure italiane, che hanno provato i legami esistenti tra criminalità mafiosa (soprattutto siciliana e calabrese) ed esponenti della destra eversiva (proprio come Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, ma anche come Paolo Bellini, altro condannato - in primo grado - per la strage di Bologna), e tra questi e soggetti infedeli delle istituzioni”.
I familiari di vittime di mafia firmatari interrogano i parlamentari su “come sia anche solo lontanamente immaginabile pensare di eleggere a Presidente della Commissione antimafia una persona con tali frequentazioni, posto che due degli argomenti che la futura Commissione si troverà necessariamente ad affrontare sono il coinvolgimento degli eversori neofascisti nella strategia stragista mafiosa degli anni ’92-’94 e il ruolo della Falange Armata in essa”. Concludendo “è così che lo Stato onora le vittime delle stragi terroristico-mafiose e chiede fiducia ai loro familiari? - scrivono - Se questo sarà veramente il primo, nefasto, passo della neo Commissione (che ancora speriamo si riveli una notizia priva di fondamento), ci auguriamo che i componenti che avalleranno tale scelta avranno almeno la decenza di evitare di partecipare alle commemorazioni di quelle stragi”.