Le drammatiche conseguenze dell’alluvione che sta colpendo in questi giorni Emilia Romagna e Marche portando ad interrogarsi sulle cause e su quali possono essere le prospettive future. In un maggio estremamente piovoso e freddo, non usuale in questo periodo dell’anno, e dopo mesi in cui fortissimo è stato l’allarme sulla carenza di fonti idriche e la siccità.
Quanto sta accadendo in questi giorni non contrasta, secondo analisi e documenti scientifici, con gli allarmi precedenti. E, anzi, conferma la drammaticità dei cambiamenti climatici.
Il Consiglio Nazionale delle ricerche (CNR) sottolinea che l’alluvione di questi giorni è “un fenomeno che si verifica molto raramente nel mese di maggio” in quanto “solitamente si vedono nel periodo autunnale”. E saranno sempre più frequenti alternandosi con periodi di fortissima siccità.
L’Istituto nazionale di statistica (Istat) ha evidenziato in questi giorni che “nel Rapporto 2023 dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) delle Nazioni Unite gli scienziati ribadiscono la necessità di attuare azioni urgenti per il clima per garantire un futuro vivibile per tutti gli individui sul Pianeta”. “Gli Indici estremi di temperatura mostrano aumenti per gran parte dei capoluoghi di Provincia”, “i giorni estivi sono in media 120 e le notti tropicali 44 (in crescita di +4 giorni e +6 notti rispetto al valore medio del periodo 2006-2015)” e “sale anche il numero di giorni senza pioggia (in media pari a 286 nell’anno) di +5 rispetto al periodo 2006-2015”.