Fin da piccola Elena, oggi trentunenne , è stata un collegamento tra i mondi , si ricorda ancora di quella bambina alla scuola materna che nessuno capiva tranne lei diventando praticamente la sua interprete personale. La vocazione non l’ha persa per strada, all’Università ha studiato lingue indirizzo linguistico-filologico, per cimentarsi poi in traduzioni di manoscritti antichi e opere biografiche nelle principali lingue europee: inglese, francese, tedesco.
Uno dei lavori di cui è molto fiera è la traduzione degli ultimi scritti dell’intellettuale austriaca Maxier Wander. Con passione Elena racconta di questa donna straordinaria nata a Vienna nel 1933 balbuziente e autodidatta, perché in quanto donna i genitori non le permisero di studiare, eppure con le sue sole forze riuscì a diventare scrittrice e giornalista. Sposò lo scrittore ebreo Fred Wander e fortunatamente scamparono all’olocausto. Dopo la guerra vissero nella Berlino della DDR. La traduzione di Elena riguarda gli scritti degli ultimi giorni della vita della Wander, quando nell’ospedale della capitale perché colpita da un tumore al seno, in condizioni tristi e vessatorie si sfogava scrivendo un diario con mezzi di fortuna , alle volte su carta igienica che poi nascondeva sotto al materasso e che il marito dopo la sua morte fece diventare un libro. “E’ stato emozionante essere l’unica e la prima traduttrice italiana di una intellettuale come la Wander, una donna bella e attraente che voleva essere notata solo per la sua intelligenza”
Il tema dell’emancipazione femminile è caro a Elena e prosegue nel suo lavoro , eppure proprio a lei capita un’esperienza che mette a nudo il poco rispetto per la donna nel mondo. “Nell’estate del 2011. Mi trovavo ad Aqaba in Giordania, quando un mio caro amico mi ha presentato il titolare di una libreria , un signore altissimo di nome Salem. Già l’aspetto mi incuteva un certo timore, considerando che gli uomini giordani sono quasi tutti piuttosto bassi e il suo sguardo non mi facilitava le cose. L’amico mi aveva spiegato che Salem cercava una traduttrice per un libro di ricette giordane. Ricette da tradurre dall’inglese al tedesco e successivamente dall’inglese all’italiano. Nonostante non sia esattamente il mio genere era un’offerta che mi incuriosiva. Pensavo di affrontare un normale colloquio di lavoro invece Salem mi fece posizionare al centro della stanza in piedi (ero vestita all’occidentale ma niente di provocante una maglietta estiva a maniche corte) mentre lui mi interrogava comodamente seduto guardandomi in modo poco gentile. Mi chiese per prima cosa quanti uomini avevo avuto, se amavo il mio attuale fidanzato , perché stavo con lui e se lo avevo mai tradito. Potete immaginare il mio imbarazzo e la mia sorpresa davanti a domande del genere , che continuarono su questo tono per un po’ finché non si passò al mio curriculum professionale. Salem decise di affidarmi la traduzione e io sinceramente non fui molto spavalda, ero troppo sorpresa e intimorita anche se dentro di me avrei voluto prenderlo a schiaffi.”
Elena da seria professionista, svolse il suo lavoro con costanza e impegno e il primo libro tradotto in tedesco vide la luce e il compenso che le spettava. Fu con il secondo che le cose si sono complicate “Il signore Salem ha avuto la sua traduzione dall’inglese all’italiano ma non aveva nessuna intenzione di pagare. Ero tornata in Italia e nonostante alcuni chiarimenti con il figlio via Skype i soldi non arrivavano tanto che alla fine ho dovuto minacciare un’azione legale. I soldi li ho avuti ma la copia del libro tradotta in italiano non mi è mai arrivata. “Non mi ero illusa che avrei avuto la stima di questo signore “ ammette Elena “però davo per scontato che avrebbe pagato e avuto la giusta considerazione del mio lavoro. Evidentemente ero stata troppo ottimista e un po’ miope. E’ stata un’esperienza amara che tuttavia ha rafforzato dentro di me la voglia di tradurre voci di donne di ridotte al silenzio, costrette magari a scrivere su fogli di carta igienica o sul muro consumato di una strada deserta.