La sigaretta elettronica si conferma la principale alternativa al fumo combusto. Svapare con un’e-cig è oggi molto più di un trend, perché permette di traghettare dal vecchio vizio del fumo verso abitudini diverse. Il passaggio è lineare, ma non sempre facile, soprattutto se si considera l’intervento di una sostanza capace di creare dipendenza, come la nicotina.
Come funziona la sigaretta elettronica?
L’e-cig tradizionale è frutto dell’assemblaggio di specifiche componenti. La batteria, solitamente ricaricabile, tranne che negli apparecchi usa-e-getta, alimenta la resistenza di un atomizzatore. Quest’ultimo vaporizza il liquido contenuto nella cartuccia. Anche il liquido può solitamente essere ricaricato, cambiando anche aroma e sapore tra le grandi opportunità ormai offerte dal mercato.
Non è ovviamente possibile ricaricare liquidi o batteria nei dispositivi usa-e-getta, che presentano la sigaretta elettronica come un corpo unico. Al di là di questa limitazione, le disposable sono sigarette elettroniche ideali per un periodo di prova e per cominciare a svapare senza grandi investimenti in denaro. In questo senso, il dispositivo usa-e-getta è perfetto per allontanarsi dalla sigaretta tradizionale o sperimentare una nuova abitudine.
Si pone qui il problema della nicotina, poiché smettere di fumare non è soltanto una questione di gestualità da sostituire o di abitudini da modificare. È dunque possibile, al termine di un percorso di riduzione progressiva o, in alternativa, in maniera brusca e senza ripensamenti, passare a una e-cig disposable senza nicotina, così da sperimentare lo svapo con liquidi che non contengano alcuna percentuale della sostanza. Prima però di compiere questo passo, vale la pena interrogarsi su cosa sia la nicotina e su come possa essere eventualmente dosata negli e-liquidi per la sigaretta elettronica.
Che cosa è la nicotina?
La nicotina è una sostanza presente in natura in alcuni alimenti e piante, come pomodori e peperoni, e come la foglia del tabacco, per andare direttamente al cuore della questione. Proprio perché presente nel tabacco, la nicotina fa parte di qualsiasi sigaretta, ed è dunque un elemento essenziale nella vita di un fumatore tradizionale. Pur non essendo presente in grandi concentrazioni in una sigaretta classica, una volta inalata con un tiro di sigaretta, la nicotina agisce rapidamente su diversi organi del corpo umano.
Gli effetti prodotti si ripercuotono sul fegato, che sintetizza subito la molecola, e su reni e polmoni, che subiscono altri effetti. Allo stesso tempo, le dirette conseguenze dell’assunzione di nicotina sono sperimentate anche dal cervello, che aumenta la produzione di adrenalina, dopamina e serotonina: questi sono gli ormoni del piacere, che danno al consumatore quella sensazione artificiale di benessere, che rende più difficile smettere di fumare.
Quanta nicotina utilizzare nella propria sigaretta elettronica?
Per quanto difficile, smettere di fumare è ovviamente possibile. Al di là della necessaria forza di volontà del fumatore, è il caso di aiutarsi grazie a dispositivi quali le sigarette elettroniche. Queste ultime aiutano a sostituire gesti e abitudini, rendendo dunque meno traumatica la transizione verso l’assenza di fumo combusto.
Non si vuole qui ragionare sui danni che la sigaretta tradizionale provoca al corpo umano. Quel che è sufficiente riconoscere è che, per assumere quella quantità di nicotina capace di appagare il cervello, al momento in cui si accende la sigaretta si inala non soltanto la sostanza, ma anche carta e pezzi di filtro. Sono ovviamente dei materiali che non sono presenti nella sigaretta elettronica, che anche nei suoi modelli usa-e-getta provvede a vaporizzare esclusivamente il liquido contenuto nella cartuccia.
Il punto focale resta sempre la nicotina, poiché separarsi dagli altri materiali inalati è di certo più semplice. Proprio per rendere più agevole e in qualche modo appagante anche per gli ex fumatori la transizione allo svapo, le sigarette elettroniche possono essere ricaricate con liquidi contenenti alcune percentuali di nicotina. Queste percentuali possono variare da una cartuccia all’altra, oppure passando da un disposable all’altro.
Di fatto, molto dipende dal tipo di sigarette fumate in precedenza. Se si era abituati a sigarette più forti, si potrebbe pensare di iniziare da concentrazioni di nicotina pari all’1,6%. La percentuale è dunque più consistente di quella consigliata per un fumatore occasionale di sigarette leggere. In ogni caso, si tratta sempre di una base da cui iniziare per abbassare gradualmente il livello di nicotina assunto. Iniziare direttamente da un dispositivo con bassa concentrazione di nicotina potrebbe rivelarsi controproducente e provocare quella sensazione di inappagamento capace di far rimbalzare l’utente indietro, verso il più dannoso fumo di sigaretta.