E' terminato dopo oltre 2 ore il vertice a palazzo Chigi tra governo e sindacati sul decreto lavoro in vista del Cdm di domani 1 maggio 2023. Folta la delegazione governativa guidata dalla premier Giorgia Meloni con il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, quello del Lavoro, Marina Elvira Calderone; i sottosegretari alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari e Alfredo Mantovano; il viceministro del Lavoro, Maria Teresa Bellucci e il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon. Mentre per i sindacati hanno partecipato Maurizio Landini, segretario generale Cgil, con la vice Gianna Fracassi; il leader della Cisl, Luigi Sbarra con il vice Giulio Romani; il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri con la coordinatrice della segreteria, Manuela Pellegrino; il segretario generale della Ugl, Paolo Capone, con il dirigente confederale Fiovo Bitti.
LANDINI - ''Noi oggi abbiamo fatto una discussione a voce, perché non ci è stato consegnato alcun testo. Quindi in realtà non conosciamo i provvedimenti nel dettaglio e, come è noto, quando si parla di mercato del lavoro, di salute e sicurezza contano anche le virgole, come le scrivi e come le metti'', dice all'uscita del vertice il segretario della Cgil, Maurizio Landini.
''Questo non è il metodo per noi accettabile perché, in questo modo, vuol dire non riconoscere ai sindacati che rappresentano le lavoratrici ed i lavoratori il ruolo che debbono e possono svolgere in questa situazione'', sottolinea. Quanto al taglio del cuneo contributivo ''è parte delle nostre richieste, non è che il governo ci ha regalato nulla. E' quello che stiamo chiedendo da anni ma non per 5 mesi, lo stiamo chiedendo strutturalmente, cosa che ancora non c'è'', afferma.
''Per quello che ci riguarda rimangono totalmente tutte in campo le iniziative, le ragioni che ci hanno portato a indire le giornate di mobilitazione, il 6 a Bologna per le regioni del centro, il 13 a Milano per le regioni del nord e il 20 a Napoli per le regioni del sud perché c'è bisogno di un cambiamento vero della politica di questo governo, a partire anche da una vera riforma fiscale e sulla salute e sicurezza'', il segretario della Cgil, Maurizio Landini, uscendo dall'incontro a palazzo Chigi.
BOMBARDIERI - "Non ci sono risposte chiare, almeno per noi, sul reddito di cittadinanza. Anche perché è difficile fare un confronto quando ti viene raccontato in 5 minuti il decreto. Abbiamo bisogno di avere un testo scritto - ribadisce il leader Uil - . La presidente Meloni ha comunque detto che ci tiene a un confronto serio con i sindacati. Questo lo abbiamo sentito anche sei mesi fa ma poi, appunto, ci siamo visti dopo sei mesi...Verificheremo nei fatti''.
Per il leader Uil Bombardieri il Cdm di oggi "è un atto di propaganda". Dopo la replica della premier Meloni al segretario Cgil Landini, Bombardieri conferma la linea contro la scelta del governo di riunire il Consiglio dei ministri il 1° maggio. "Nel metodo c'è un problema. Il governo ci convoca stasera su un decreto a cui probabilmente non si potranno fare modifiche",dice."Forse da fastidio che la narrazione del lavoro domani sia solo dei sindacati.Il governo cerca di andare in concomitanza. E' propaganda".
(fonte Adn Kronos)