Militante Casapound ucciso, arrestato l'uomo che ha confessato l'omicidio

Droga e gelosia sarebbero i moventi dell'assassinio

redazione
26/04/2023
Attualità
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Ci sarebbero motivazioni personali in un ambiente, legato al traffico di droga, dietro all'omicidio che è avvenuto oggi pomeriggio a Genova. Un 37enne, Manuel Di Palo, è stato ucciso intorno alle 18,10 a colpi di pistola in pieno centro da un conoscente, il 43enne Filippo Giribaldi, conosciuto nell'ambiente portuale e nel movimento No vax. L'uomo - dopo avere aperto il fuoco al termine di un alterco provocato da dissidi legati al traffico di droga - si è rifugiato nella Chiesa della Santissima Annunziata del Vastato, confessando il crimine a un sacerdote e domandandogli di chiamare la polizia, che lo ha arrestato. Nonostante il pronto intervento del 118, invece, non c'è stato niente da fare per Di Palo, militante di CasaPound.

Interrogato nella notte dal pubblico ministero, ha confessato Filippo Giribaldi, il portuale di Genova che ieri pomeriggio ha sparato e ucciso Manuel Di Palo, ex militante di Casapound. L'uomo, che faceva parte dell'associazione no vax Libera Piazza, aveva in realtà già confessato l'omicidio subito dopo in una chiesa, urlando di aver ucciso un uomo.

"Completamente fuori testa, reduce dall'assunzione continuata di crac per 4 giorni, ha detto di essersi allontanato in un primo momento dall'abitazione della donna convinto che la vittima e l'amico che si trovavano lì avessero chiamato i carabinieri. Non solo. Al pubblico ministero ha detto di aver creduto che a inseguirlo fosse proprio un carabiniere", dice al'Adnkronos l'avvocato Paolo Scovazzi, difensore di Giribaldi. 

"Casapound nella vicenda non c'entra nulla - sottolinea il legale - Di mezzo c'è una donna, pare grande amica del mio assistito, che gli aveva fatto credere di essere stata resa succube della vittima e dell'amico che era con lui. Non solo. Al magistrato ha detto di non aver capito che chi lo inseguiva era il tale che ha ucciso. Di Palo lo avrebbe raggiunto sul luogo dove è accaduto il fatto. Lì ci sarebbe stata una colluttazione, il mio assistito sarebbe stato colpito dalla vittima con un pugno e a quel punto avrebbe sparato".

"Tra loro c'era stata già qualche discussione in passato - continua l'avvocato - questa volta lui avrà voluto fare un intervento un pochino più energico. Non è andato sicuramente per ammazzare, diversamente non avrebbe sparato prima al muro. Piuttosto si sarebbe presentato sotto casa della ragazza come avvertimento. La pistola? Dice di averla trovata qualche anno fa sulle alture di Genova".

(fonte Adn Kronos)

 

 

 

 

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