Emanuela Orlandi, avvocato Sgrò: “"Mancata collaborazione ad indagini? Non è vero”

Pietro Orlandi e la legale della famiglia smentiscono gli attacchi in queste ore apparsi sui media vaticani

Alessio Di Florio
15/04/2023
Attualità
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“Cos’è questo gioco sporco ? Ma chi si rifiuta di fare i nomi? Ma se gli abbiamo dato una lunga lista di nomi” è l’indignata e sconcertata reazione di Pietro Orlandi nelle scorse ore dopo che media vaticani hanno accusato lui e la legale di famiglia, l’avvocato Laura Sgrò, di non aver indicato nessun nome al promotore di giustizia vaticano Diddi dopo mesi in cui Orlandi ha chiesto di essere ricevuto. “Sono andato in primis a verbalizzare proprio per fare i nomi, tra gli altri, riguardo i famosi messaggi whatsapp affinché fossero convocati e interrogati e ora hanno il coraggio di dire che non ho fatto nomi?” replica pubblicamente sul suo profilo facebook Pietro Orlandi. 

“Quando mi sono presentato l’11 aprile dal Promotore per essere ascoltato e verbalizzare ero insieme all’avv.Sgro’, lo stesso Promotore disse all’avv Sgrò che avrebbe preferito che lei fosse rimasta fuori dalla stanza perché avevano intenzione di ascoltare me non alla presenza dell’avvocato” ha ricordato Pietro Orlandi quanto accaduto martedì scorso. In attesa di poter essere ascoltato dal promotore Diddi insieme alla legale Orlandi ha preventivamente redatto un memoriale “con copie delle chat , i nomi e tutte le dichiarazioni” riportate a voce a Diddi. “La Sgrò prima di uscire dalla stanza ha consegnato in doppia copia il memoriale , che e’ stato protocollato e letto a voce alta dallo stesso Diddi – prosegue la ricostruzione pubblicata da Pietro Orlandi - una copia al promotore e una all’avvocato . Quindi l’avvocato Sgro’ a differenza di quanto si dichiara in questo articolo ha consegnato quello, che nelle sue dichiarazioni, avrebbe voluto consegnare”.

"Sono dispiaciuta della strumentalizzazione. Il mio invito è a tornare alla volontà del Papa rispetto alle indagini – ha dichiarato all’Adn Kronos - i nomi li ha fatti Pietro Orlandi, indicando una lista di quasi 30 persone, Io sono tenuta al segreto professionale, all’inviolabilità della difesa, che garantisce e tutela la nostra costituzione". 

 “Pietro non ha fatto altro che riferire cose che erano già note, per correttezza ha ritenuto di proporre all’attenzione degli inquirenti ogni cosa a sua conoscenza – ha aggiunto la legale riferendosi alle parole di Pietro Orlandi durante la trasmissione DiMartedì - poi toccherà al Promotore valutare” e “questo audio (quello nel quale un membro della Banda della Magliana faceva pesanti allusioni su Giovanni Paolo II) era stato pubblicato da Alessandro Ambrosini (giornalista investigativo) il 9 dicembre scorso sul suo blog – aggiunge Laura Sgrò - cosa c’entra Pietro Orlandi?”. 

 “Io in questi giorni ho provato ad abbassare i toni ma loro non intendono evidentemente proseguire su questa linea. Mi dispiace. Questa non è la strada giusta: strumentalizzare l’attività di un legale che non può e non deve rivelare le proprie fonti. Che ha diritto a fare indagini parallele – replica agli attacchi dei media vaticani Laura Sgrò all’Adn Kronos - questa cosa alzerà i toni in modo esponenziale. Io mi sento strumentalizzata. Mancata collaborazione alle indagini? Non corrisponde al vero, Pietro ha riferito tutto ciò che sa. Ha depositato una memoria, indicato quasi trenta testi, si è reso disponibile ad altre audizioni”. 

“Se vorranno ulteriori indicazioni da Pietro Orlandi lui è a disposizione. Sono sinceramente dispiaciuta dei fatti di questa mattina. Il mio invito è quello di tornare alla volontà del Papa rispetto alle indagini” le dichiarazioni in conclusione della legale della famiglia Orlandi all’Adn Kronos.

 

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