Olanda, eutanasia anche per i bambini sotto i 12 anni

Massimiliano Musolino
15/04/2023
Attualità
Condividi su:

Spagna, Belgio, Lussemburgo, Olanda e Canada sono i cinque Paesi del mondo dove l’eutanasia è legalizzata pienamente ed esplicitamente. Da ieri l’Olanda ha esteso l’eutanasia: nei fatti l’eutanasia, era già legale per i neonati e per i minori di età compresa tra 12 e 16 anni previo consenso dei genitori, per i più grandi (fino a 18 anni) anche senza. Il governo di Mark Rutte ha deciso che alla cosiddetta «dolce morte» potrà accedere chiunque abbia compiuto almeno un anno. La procedura dovrà ovviamente seguire delle regole ferree. Occorrerà innanzitutto, assicurarsi che la «soluzione finale» venga adeguatamente discussa con i genitori che devono esprimere il consenso. I medici, a loro volta, dovranno certificare che la sofferenza fisica sia insostenibile e consultare un professionista terzo, estraneo alla storia clinica del paziente, che dovrà valutare se tutti i criteri di conformità alla legge sono stati soddisfatti prima di rilasciare il “nulla osta”.

La svolta è stata presentata come un «traguardo che sana un buco normativo e fa giustizia». Vietare l’eutanasia solo agli under dodici, questo è il senso dell’aggiustamento, creava «disparità»

Il provvedimento varato ieri dal governo Olandese, va in una direzione sbagliata. La via da perseguire è quella di prendersi cura del malato, non certo quella dell’eliminazione fisica, ricorrendo all’eutanasia. 

Anche in altri Paesi Europei, le forze politiche liberal-progressiste, in passato hanno tentato di introdurre l’eutanasia, nelle rispettive legislazioni. Da tempo l’estremismo laicista ha dichiarato guerra ai valori non negoziabili, linfa vitale della nostra società.

In una civiltà occidentale scristianizzata e nichilista che vede nella morte una grande vittoria, non si può non essere d’accordo con le dichiarazioni espresse nel 2021 dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI). In occasione della raccolta firme per il referendum che intendeva depenalizzare l’omicidio del consenziente, aprendo di fatto all’eutanasia nel nostro Paese, intervenne la CEI che nel manifestare grave inquietudine condannò duramente il ricorso all’eutanasia: Chiunque si trovi in condizioni di estrema sofferenza va aiutato a gestire il dolore, a superare l’angoscia e la disperazione, non a eliminare la propria vita. Scegliere la morte è la sconfitta dell'umano, la vittoria di una concezione antropologica individualista e nichilista in cui non trovano più spazio né la speranza né le relazioni interpersonali”.

 

Leggi altre notizie su Notizie Nazionali
Condividi su: