Il mese di maggio si preannuncia caldo sul fronte sindacale, tutte le principali confederazioni italiane critiche con il governo Meloni hanno preannunciato manifestazioni e mobilitazioni. Cgil, Cisl e Uil saranno promotori di tre manifestazioni interregionali “per una nuova stagione del lavoro e dei diritti” il 6 maggio a Bologna, il 13 maggio a Milano e il 20 maggio a Napoli. Obiettivo ottenere cambiamenti nelle politiche economiche, sociali e occupazioni dell’esecutivo.
"Cambiamento per noi significa anche mettere in campo le azioni necessarie a realizzare gli investimenti e le riforme previsti dal Pnrr, rafforzando un modello di governance partecipata che veda l’azione congiunta di Governo, Regioni, Enti locali e Parti sociali, per attuare i progetti e per favorire la spesa effettiva ed efficace delle risorse previste; battersi per non tornare ai vincoli europei di bilancio prepandemici; contrastare le disuguaglianze con una riforma fiscale fondata sulla progressività costituzionale; puntare sul lavoro stabile e di qualità; rilanciare un nuovo ed esteso Stato Sociale; cogliere le sfide dell’innovazione, della riconversione verde, della valorizzazione della cultura e del turismo", spiegano guardando al prossimo Documento di Economia e Finanza (Def), come al momento in cui il governo dovrà prevedere investimenti sulla sanità, sulla scuola, sull’università e la ricerca, oltre a risorse per una riforma strutturale delle pensioni, insieme a strumenti adeguati per favorire un’occupazione stabile e qualificata" riporta l’articolato documento dei tre sindacati. Il governo Meloni, secondo i dirigenti, “sta mettendo in campo provvedimenti che non vanno nella direzione indicata” e “Le organizzazioni sindacali sono di fatto escluse da un confronto preventivo e vengono semplicemente informate delle decisioni di volta in volta assunte dal Consiglio dei ministri”.
Fortissime critiche al governo e anche alle tre principali confederazioni arrivano dall’Unione Sindacale di Base che ha proclamato lo sciopero generale per il 26 maggio. “Milioni di lavoratori e lavoratrici da trent’anni a questa parte hanno assistito alla riduzione del proprio potere di acquisto di circa il 12 %, come segnala l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), organismo internazionale che collabora attivamente con CGIL CISL e Uil”, “subiscono il peggioramento costante delle condizioni di lavoro tra precarietà, flessibilità, aumento della produttività e dei ritmi di lavoro, part time obbligatorio, Jobs Act, licenziamenti indiscriminati, condizioni di sicurezza del lavoro sempre peggiori”, “hanno visto il loro salario fissato, da contratti nazionali firmati troppo benevolmente, al di sotto dei 7 euro lordi l’ora” e “hanno visto stracciare quei diritti sociali previsti dalla nostra carta costituzionale, il diritto alla salute, il diritto alla casa, il diritto all’istruzione pubblica, il diritto ad un trasporto pubblico ed efficiente” sottolinea l’Usb.
In altri Stati le condizioni sociali hanno portato a grandi proteste e vaste stagioni di mobilitazioni, in Italia “con un trionfante comunicato congiunto le segreterie generali di Cgil Cisl e Uil hanno lanciato la sfida al governo Meloni: tre iniziative tra aprile e maggio, non a Roma contro il governo, ma iniziative interregionali a Bologna, a Milano a Napoli” per non “disturbare troppo il governo” attaccano i dirigenti del sindacato di base che definisce le tre piazze di Cgil, Cisl e Uil “mobilitazioni farsa”. Occorre, invece, afferma l’Usb “sintonizzarsi con quella stagione di scioperi generali e manifestazioni di piazza che stanno attraversando gli altri paesi d’Europa”, obiettivo della proclamazione dello sciopero generale del 26 maggio.