Pomeriggio di altissima tensione e notizie che giungono a ripetizione sul fronte della guerra in Ucraina. Nelle scorse ore c’è stata una telefonata tra il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov e il segretario di Stato americano Antony Blinken. Conversazione nella quale secondo il ministero degli esteri russo “il segretario Usa ed il ministro degli Esteri Lavrov hanno anche discusso dell’importanza di creare un ambiente che consenta alle missioni diplomatiche di svolgere il proprio lavoro” e secondo il Dipartimento è statal’ occasione per Blinken di esprimere “la sua grave preoccupazione” per “l’inaccettabile detenzione” di Gershkovich di cui è stata chiesta alla Russia l’immediata scarcerazione insieme a Paul Whelan, l’ex Marine condannato a 16 anni con accuse di spionaggio. “Il segretario di stato e il ministro degli Esteri hanno parlato anche dell’importanza di creare un ambiente che consenta alle missioni diplomatiche di svolgere il proprio lavoro” ha riportato il Dipartimento di Stato, parole molto simili a quelle del Cremlino.
Mentre l’attenzione internazionale era tutta impegnata sui possibili risvolti di questa telefonata è arrivata, un’ora fa circa, la notizia di un gravissimo attentato a San Pietroburgo. Una fortissima esplosione ha devastato un bar caffè a pochi passi dall’Università. Secondo l’agenzia governativa russa Tass l’esplosione è stata causata da una bomba con oltre duecento grammi di tritolo. Sarebbero quindici al momento i feriti accertati. Nell’attentato è stato ucciso un blogger nazionalista russo Vladen Tatarskij, il cui vero nome è Maksim Fomin, che l’anno scorso ha partecipato a un evento-raduno dei "soldati digitali" pro-Cremlino nello stesso locale in cui è avvenuta l'esplosione.