Memoria difensiva o apologia di me stesso e del Piccolo Resto

Autore: Don Enrico Bernasconi - Sacerdote - pubblicato sulla sua Pagina Facebook

Francesca Calderoni
01/04/2023
Attualità
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A seguito degli avvenimenti relativi al raduno di Brindisi del piccolo resto cattolico pugliese, svoltosi in data 26 marzo 2023 e, a causa della risonanza mediatica dell’evento e delle diffamazioni ricevute, mentre mi contatteranno dalla RAI per occuparsi del mio ‘caso’, ho deciso di rendere pubblica la lettera che ho inviato, in data 27 settembre 2022, al vescovo mons. Giovanni Checchinato, il quale mi chiedeva di scrivere una memoria difensiva come ultimo appello.
 
E così ho accolto l’invito del vescovo come occasione per rendere ragione delle mie posizioni e per testimoniare la verità nonostante io avessi ricevuto da lui l’atto di scomunica latae sententiae, senza però aver dimostrato pubblicamente dove io abbia sbagliato. Naturalmente, poi, non ho ricevuto nessuna ulteriore risposta, nessuna convocazione; anzi il vescovo è stato trasferito successivamente a Cosenza! (E chissà se non abbia accelerato i tempi del suo trasferimento).
Sono sicuro che questa lettera, che ho spedito con semplice francobollo, sia stata consegnata e letta: possiedo infatti gli screenshots su whatsapp della mia condivisione della stessa lettera con un sacerdote della curia, stretto collaboratore del vescovo, con relativo avviso di spedizione e fotografie.
 
Ora, prima di mandarmi in pasto ai giornali e alle tv, facendo credere all'opinione pubblica che io non sia più sacerdote (mentre in ambiente ecclesiastico sanno bene che la potestà d'Ordine rimane e quindi i sacramenti sono validamente amministrati per quanto un sacerdote sia ritenuto scismatico), non sarebbe stato meglio rispondere pubblicamente alle mie argomentazioni?
Non sarebbe stato meglio dimostrare pubblicamente che Bergoglio è il papa legittimo e si comporta da vicario di Cristo, insegnando quello che la Chiesa cattolica ha sempre insegnato?
 
E non sarebbe stato meglio accorgersi prima che c'è un sodalizio mariano di sacerdoti, di cui faccio parte, con la guida di don Alessandro Minutella che ha un seguito notevole di fedeli, i quali hanno capito bene l'inganno dei due papi?  E ancora mi chiedo: come mai i giornalisti non si sono interessati del raduno di Roma del 11 dicembre 2022, nel quale otto sacerdoti e duemila fedeli sventolavano la bandiera di papa Benedetto XVI testimoniando apertamente di riconoscerlo ancora come il papa legittimo della Chiesa cattolica? Come mai la diocesi di san Severo o qualche altra diocesi non ha segnalato un evento pubblico di tali dimensioni alla diocesi di Roma, evento nel quale io ho presieduto la Messa? Come mai non erano presenti giornalisti a fare fotografie? Come mai ora per un raduno di un centinaio di persone, che hanno pregato tutto il giorno, si sono confessate e hanno partecipato alla messa, si mette in allarme tutta l'Italia? E come mai fanno finta che il sodalizio sacerdotale mariano non esista e ci devono attaccare solo individualmente? Come mai, poi, non invitano in qualche trasmissione RAI don Alessandro Minutella oppure tutto il sodalizio mariano sacerdotale?
 
E ancora: prima di dire che fa peccato mortale chi partecipa alla messa da me celebrata non farebbero meglio a dire, secondo quello che insegna la parola di Dio, la Tradizione e san Tommaso d’Aquino che pecca chiunque ascolta la messa degli eretici e così anche chi riceve tutti gli altri sacramenti in comunione con gli eretici e la chiesa di Bergoglio è palesemente eretica?
 
Ecco il testo della lettera e in allegato fotografico l’altra lettera del diacono don Francesco Armenti, cui faccio riferimento, indirizzata a me e allo stesso vescovo:
 
A Sua Ecc.za
Mons. Giovanni Checchinato
 
A seguito del Prot. N.03/22 AS, che ho ricevuto in data 06 – 09 – 2022, mi si chiede di stilare, entro trenta giorni, una memoria difensiva come ultima possibilità di ravvedimento dal mio presunto atteggiamento scismatico.
Con la consapevolezza di non essere scismatico, in quanto unito nella fede al Vicario di Cristo in terra, cioè papa Benedetto XVI, rispondo al suo invito dicendo che la presente lettera non ha il carattere di memoria difensiva, per il semplice fatto che non riconosco come valido il provvedimento di scomunica del 19- 10 - 2022.
 
Le ragioni addotte sono almeno tre:
1) L’atto di rinuncia ossia la Declaratio di papa Benedetto XVI è un atto nullo, in quanto viziato da errori di sostanza e di forma. Nel diritto, tra l’altro, lei sa meglio di me, la forma è la sostanza; l’una e l’altra non si possono separare.
È un dato oggettivo che Papa Benedetto non abbia rinunciato espressamente al munus petrino come richiesto dal canone 332§2 come requisito essenziale per la validità dell’atto stesso e che abbia commesso errori di forma che inficiano il testo latino e la sua comprensione.
 
2) Il Card. Goffried Danneels ha rivelato pubblicamente (in tv e attraverso una biografia) le trame nascoste di coloro che hanno lavorato nel segreto per forzare le dimissioni di papa Benedetto e, allo stesso tempo, promuovere un candidato secondo il loro gusto. In tal caso, questi vescovi e cardinali, appartenenti al club della mafia di san Gallo (così definita dallo stesso card. Danneels che ne era membro d’onore), a norma della costituzione Universi Dominici Gregis, di papa Giovanni Paolo II, sono scomunicati latae sententiae.
Secondo queste rivelazioni sconcertanti, che non sono mai state smentite poiché non possono essere prese neanche in considerazione, tanto sono imbarazzanti, si può ragionevolmente dedurre che papa Benedetto sia stato forzato a dimettersi.
 
3) Il terzo motivo riguarda la fede. Il vescovo Bergoglio è palesemente apostata ed eretico! Egli scandalizza i cattolici in continuazione, con i suoi atteggiamenti e con le sue parole. Egli manifesta chiaramente di non avere la fede della chiesa cattolica e manifesta, allo stesso tempo, un gusto insano ad offendere continuamente il sensus fidei di milioni di credenti. Come può avere ricevuto da Gesù Cristo, il compito di confermare i fratelli nella fede, colui che manifesta chiaramente e in tutti i modi di non avere la fede della Chiesa di Cristo?
 
Prima di mandarmi un’ulteriore sanzione, ovvero la riduzione allo stato laicale (che per me non avrà nessun valore fino a quando non sarà dimostrato in modo serio e pubblico che papa Benedetto XVI ha rinunciato validamente al munus petrino e che allo stesso tempo un papa come il vescovo Bergoglio può essere apostata), sanzione che rimarrà nella storia della Chiesa a vostra vergogna, dovreste avere almeno la decenza di rispondere pubblicamente alle questioni e in modo ufficiale a favore di tutta la Chiesa.
Mostrate infatti una grande abilità ad impugnare il diritto canonico contro coloro che, come il sottoscritto, affermano che l’atto di rinuncia di papa Benedetto XVI è invalido, e poi non sapete risponder ad una questione così importante che riguarda lo stesso diritto canonico.
Allego, perciò, la risposta che mi è pervenuta tramite il diacono don Francesco Armenti, da parte di mons. Gänswein, risposta che era indirizzata anche a lei.
Mons. Gänswein lascia intendere chiaramente che munus e ministerium sono la stessa cosa.
È Così? Lei cosa ne pensa? Inoltre, mons. Gänswein non si accorge degli errori di forma che rendono invalido l’atto stesso, lui che è esperto proprio di diritto canonico?
 
Mi appello a papa Benedetto XVI, sperando di poter ricevere da Sua Santità una parola.
 
Augurandole ogni bene e specialmente di applicare alla lettera quella frase del Vangelo che caratterizza il suo motto episcopale, le porgo i miei distinti saluti.
 
 
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