Emergono nuovi dettagli sull’indagine chiusa dalla Procura di Bergamo sulla gestione dell’emergenza covid19 in Lombardia tra fine febbraio ed inizio marzo 2020. Tra le accuse contestate il mancato aggiornamento del piano pandemico, era ancora vigente quello redatto nel 2006 dopo la comparsa del primo virus Sars, e la mancata attuazione di questo piano esistente. Non aggiornato ma, secondo le perizie, che sarebbe stato utile per fronteggiare l’emergenza che stava esplodendo in Val Seriana.
All’arrivo della notizia della chiusura delle indagini, nonostante la Procura di Bergamo non avesse fornito nomi e accuse nel comunicato inviato alla stampa, si era diffusi i nomi di alcuni indagati. Tra loro c’è l’allora Ministro della Salute Roberto Speranza. Per il solo mancato aggiornamento del piano esistente ora si apprende che una parte degli atti era stata inviata nei mesi scorsi al Tribunale di Roma. E tra gli indagati ci sono anche altri due ex ministri della salute: Giulia Grillo e Beatrice Lorenzin.
Tra le accuse contestate, secondo ricostruzioni di stampa, anche l’invio di “dati falsi comunicati a Oms e Commissione europea attraverso appositi questionari” all’ex numero dell'Organizzazione mondiale della sanità Ranieri Guerra, al presidente dell'Istituto superiore della sanità, Silvio Brusaferro, indicato come responsabile di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, e “direttori generali della Prevenzione del ministero della Salute e direttori dell'ufficio 3, in qualità di focal point di Oms, e dell'ufficio 5” ovvero Claudio D'Amario, Francesco Maraglino, Loredana Vellucci e Mauro Dionisio.
Nelle stesse ore si è diffusa la notizia dell’archiviazione da parte del Tribunale dei Ministri delle indagini partite dopo una serie di esposti in varie Procure che hanno interessato l’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e gli ex ministri Roberto Speranza, Luciana Lamorgese, Lorenzo Guerini, Luigi Di Maio, Roberto Gualtieri e Alfonso Bonafede. L’Unione Sindacale di Base ha evidenziato in un comunicato stampa che queste archiviazioni, di cui si è avuta notizia solo nelle scorse ore, è del 18 maggio 2021. “L’archiviazione disposta dai giudici del Tribunale dei Ministri accorpa tutte le denunce presentate da organizzazioni e privati di estrazioni le più disparate: dai no vax a Taormina, ai gilet arancioni etc – rende noto l’USB - Nel mucchio è finita la denuncia di Asia USB, presentata oltre che a Roma in diverse altre procure italiane, compresa quella di Bergamo che ha invece ritenuto di dare seguito all’esposto”.