domande di mutuo in calo a causa degli alti tassi di interesse

crescono le surroghe: + 28%

Francesco Megna
06/02/2023
Attualità
Condividi su:
In Italia nel 2022  sono calate le domande di mutuo  La flessione registrata è pari al 21% rispetto all'anno precedente ma salgono i volumi, che l'anno scorso hanno toccato il massimo degli ultimi  anni con un importo medio di 143.000 euro circa , in crescita del 5,2%.  La domanda è stata penalizzata fondamentalmente per due motivi : aumento dei tassi di interesse e minore apertura  delle famiglie al ricorso al credito per via del clima di insicurezza sul fronte geopolitico e macroeconomico.  Il 90% circa  delle richieste di mutuo ha una durata superiore ai 15 anni , con un allungamento dei piani di rimborso che ha fatto segnare per la fascia 25-40 anni un incremento di 8,5 punti percentuali rispetto al 2021. Nell'ultimo trimestre del 2022 si è assistito a un progressivo aumento dei tassi variabili ed a una effettivo consolidamento  di quelli fissi. A dicembre la differenza tra il costo medio dei mutui a tasso fisso (3,40%) e variabile (2.90%) ha raggiunto circa 50 basis point, in deciso calo rispetto ai 170 bp della scorsa estate quando il tasso fisso superava il 3% ed il variabile non raggiungeva  l'1,5%. Questa situazione ha determinato il ritorno  dei mutui con finalità di surroga che hanno  incrementato costantemente il loro peso a partire dall’agosto 2022, passando dall’8% di fine luglio al 36% di gennaio 2023, con un aumento di 28 punti percentuali, spinti principalmente da mutuatari con contratti a tasso variabile che vogliono passare al fisso in vista di ulteriori rincari.
In alternativa è possibile rinegoziare il mutuo con l'attuale banca, passando da un tasso variabile a un tasso fisso oppure a un tasso misto, rata protetta o con cap.
Tra l'altro nella riunione del 2 febbraio la Bce ha alzato i tassi base di mezzo punto , annunciando un aumento analogo per il prossimo mese . Il mercato aveva intuito da diverso tempo il rialzo avvenuto  nella riunione di Giovedì , anche se non era ancora del tutto scontato. Tuttavia, ulteriori nuovi aumenti nelle prossime settimane, potrebbero mettere ancora a dura prova l'economia di quelle famiglie con mutui a tasso variabile. Ovviamente, l’impatto è minore laddove il debito residuo o la durata del finanziamento siano più brevi.
Esaminando  la distribuzione delle richieste  di mutuo in relazione all'eta' del richiedente,  la fascia under 35  si conferma  al primo posto  nei volumi di domanda, con il 34% del totale. Segue la fascia 35/44 con il 30,5% delle richieste.  Tra i motivi che hanno inciso favorevolmente  sull'andamento della domanda vanno segnalati l'estensione al 2023 delle garanzie statali per i mutui prima casa agli under 36 , gli incentivi di ristrutturazione e, soprattutto, i mutui green per l'efficientamento energetico dell'abitazione o per effettuare lavori che consentono un miglioramento delle prestazioni da questo punto di vista. Il mutuo giovani eleva la garanzia statale dal 50 all'80% del valore dell'immobile. Inoltre viene concessa l'esenzione dal pagamento delle imposte ipotecaria, catastale e di registro. Può essere richiesto da tutti coloro che, al momento di stipulare il contratto di acquisto, non abbiamo compiuto 36 anni e che presentino un Isee che non superi i quarantamila euro.Invece, tra i vantaggi di rendere la propria casa più ecologica possono esserci, l'eliminazione delle  spese di istruttoria, l'estensione delle durate, un piano di ammortamento flessibile, una decurtazione  dei tassi di interesse, a cui si associano  i benefici riferibili al risparmio energetico a lungo termine, al comfort abitativo e al valore dell'immobile. Oltre  alle misure e i bonus governativi connessi  all'acquisto di case in classe energetica A e B e per la riqualificazione energetica degli immobili. Per quanto riguarda invece le ristrutturazioni, anche nel 2023 è disponibile il bonus ristrutturazione, cioè l'incentivo per chi effettua lavori edilizi  in un edificio ad uso abitativo. La detrazione del 50% sull'IRPEF fino a massimo 96.000 euro di spesa,  è riconosciuta per le spese effettuate entro il 31 dicembre 2024. Per quanto riguarda invece il settore della locazioni residenziali, si e' accentuato lo squilibrio tra la domanda e offerta. Mancanza di stock abitativo disponibile e inflazione hanno spinto i prezzi all'insu , con rialzi importanti. Minor offerta  e più clienti generano tensioni sui prezzi, anche se, nell'ultima parte del 2022, c'è stato un rallentamento forse dovuto al fatto che, all'attuale livello dei prezzi, insieme all'inflazione che riduce le possibilità di pagamento degli inquilini, il livello massimo potrebbe già essere stato raggiunto.
Leggi altre notizie su Notizie Nazionali
Condividi su: