Voto per i fuorisede, il comitato “Voto dove Vivo” propone il voto anticipato presidiato

Alla Camera dei Deputati la conferenza stampa con Giorgis e Gribaudo (PD)

Lorenzo De Cinque
12/01/2023
Attualità
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5 milioni di persone, il 12% dell’elettorato. Numeri che tornano puntuali sulla bocca di tutti, di legislatura in legislatura, e che fanno dei fuorisede una delle categorie più dimenticate dalla classe politica. Ad essere dimenticato è il loro diritto di voto, che viene disatteso ad ogni tornata elettorale. 

A riaccendere i riflettori sulla questione sono i ragazzi del comitato Voto dove Vivo che, dopo cinque anni, tornano alla Camera dei Deputati per chiedere una volta per tutte “un serio impegno a tutte le forze politiche per portare a casa un testo il più possibile condiviso, per far votare i fuorisede”. 

L’input dei giovani promotori è stato colto dai parlamentari Marianna MadiaAndrea Giorgis che già in passato avevano tentato di raggiungere risultati concreti sul tema. Rispettivamente per la Camera dei Deputati e per il Senato, i due esponenti del Partito Democratico sono i primi firmatari di “un disegno di legge molto semplice – spiega Giorgis - che parte da un’idea: la Costituzione dice che è compito della Repubblica rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono l’esercizio dei diritti fondamentali”. Allo stesso tempo, il senatore assicura sulla compattezza del suo gruppo, in quanto “è una proposta che nasce dal basso e che abbiamo raccolto e tradotto in un testo normativo sostenuto da tutto il Partito Democratico”.

Sulla stessa linea d’onda anche la deputata Chiara Gribaudo (PD) che non nasconde come “in questo palazzo si fa fatica a portare avanti istanze generazionali, però bisogna ripartire con forza e dedizione”. La parlamentare, però, non nasconde nemmeno l’amarezza per il tentativo della scorsa legislatura, dove “abbiamo creato un fronte largo, il ministro D’Incà (M5S) ha portato avanti un’istanza allargando il confronto politico tra le parti, ma la brusca interruzione della legislatura ha mandato all’aria tutto”.

La quadra sul disegno di legge, infatti, era stata trovata con “una calendarizzazione prevista per il 24 luglio 2022 ma il Governo è caduto tre giorni prima”. A ricordarlo è Tom Osborn (comitato Voto dove Vivo) che, se da un lato lascia intravedere delusione perché “se siamo ancora qui, qualcosa è andato storto”, d’altra parte non manca di sottolineare anche i passi avanti di questi ultimi anni.

“C’è una nuova consapevolezza sul tema – sottolinea l’attivista – e finalmente ne parlano tutti”. Ripercorrendo il percorso fatto dal comitato, Osborn ha messo in evidenza come “abbiamo fatto un tour con otto tappe, abbiamo coinvolto più di 250 amministratori locali per portare mozioni sul tema e stiamo provando a raggiungere tutti: dal Partito Democratico a Sinistra Italiana, Europa Verde, +Europa, Azione fino a Fratelli d’Italia, con l’onorevole Roscani”. Oltre al dialogo con realtà giovanili, civiche, universitarie, il giovane ha sottolineato “un passo avanti rispetto a cinque anni fa anche con un impegno dei sindacati”.

Ma venendo al disegno di legge, Alessandro De Nicola (Voto dove Vivo) ha spiegato la novità rispetto alla legislatura precedente, dove veniva proposto il voto per corrispondenza. “C’è una nuova idea di base, ovvero il voto anticipato presidiato che – sottolinea De Nicola – parte dal presupposto che il voto del cittadino che si trova temporaneamente domiciliato in un comune diverso da quello di residenza debba essere contato nella sezione elettorale alla quale l’elettore è iscritto”. Nello specifico, infatti, “si prevede l’istituzione di seggi per il voto anticipato, per cui l’elettore potrà fare richiesta tramite SPID al proprio comune di residenza; una volta ottenuta l’autorizzazione, il comune di domicilio comunicherà all’elettore il luogo nel quale eserciterà anticipatamente il proprio diritto”. Per quanto riguarda il conteggio, invece, “la scheda dell’elettore verrà poi recapitata nel comune di residenza, dove verrà conteggiata assieme alle altre”.

Sul tavolo, quindi, la proposta di legge c’è. Ora starà ai partiti e al Governo trovare l’ennesima convergenza per risolvere la problematica. Il comitato Voto dove Vivo auspica “un impegno già per le Elezioni Europee del 2024”, ma allo stesso tempo ha annunciato la ripresa della raccolta firme sulla piattaforma Change.org.
 

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