L'agenzia di promozione letteraria SBS Comunicazione è fiera di presentare i 12 autori della sua squadra selezionati per la prestigiosa vetrina di Casa Sanremo writers 2023. A febbraio, direttamente dal Palafiori della città dei fiori, sarà possibile seguire gli scrittori selezionati. Oggi, dalle pagine di Notizie Nazionali, iniziamo a scoprire qualcosa di loro con delle interviste esclusive!
Chi è Gianni Bortolaso ?
È espressione del suo territorio, anche se non ho mai accettato questo fatto fino in fondo. Contestualizzando meglio ricordo che fin da piccolo sono sempre stato ripreso per la mia predilezione nel parlare in italiano piuttosto che in dialetto, non che lo disprezzi, ma l’ho sempre visto come un retaggio del passato: guai se lo perdessimo, la storia è importante, ma chiudersi in essa è altrettanto sbagliato, si finirebbe in una spirale discendente. In questo vive un conflitto, perché sono anche espressione del mio tempo, ho sempre percepito molto lontane le ideologie che hanno caratterizzato il secolo scorso, forse perché cresciuto negli splendidi anni ottanta, quando il benessere sembrava raggiungibile per tutti, ma non ho mai capito fino in fondo gli impulsi nostalgici dell’una o dell’altra parte, molto meglio guardare al futuro.
Indirizzato agli studi dove potevo essere utile per l’attività di famiglia –mai obbligato sia chiaro- ho sempre rivolto altrove i miei interessi, sia nell’approfondimento che nella creatività, ecco, forse in un solo aggettivo potrei definirmi curioso.
Un accordo stonato, un gatto, una band, il dark web! Alcuni ingredienti del tuo libro. Ci racconti questa storia?
È la crisi di mezza età anticipata che vive il personaggio principale, Miky, forse per via della pandemia e dell’isolamento a cui tutti sono stati sottoposti -la storia si svolge nell’odierno post-pandemia- forse per la condizione di agio che ha raggiunto senza essere adeguatamente preparato, che in presenza di una personalità già sufficientemente egocentrica scatena comportamenti e decisioni al limite del surreale.
Tutti recriminiamo il fatto di non esserci sempre potuti esprimere al massimo delle nostre aspirazioni, c’è da chiedersi se questa possibilità sarebbe stata positiva o meno. Arriva il momento in cui dover decidere chi diventare: quel dosso che una volta disceso poi non potrai più risalire, ma non sempre appare chiaro a tutti.
Miky si trova sopra quel dosso, può decidere se amare le persone che gli stanno attorno o usarle; perdere definitivamente la fiducia che hanno ancora in lui o tentare di riconquistarla. La scelta appare semplice se non si è direttamente coinvolti, ma il conflitto è dietro l’angolo, soprattutto quando si è già investito in una direzione, non solo in termini economici. Nel protagonista infatti si intravede l’urgenza di dimostrare che lui non è come i suoi amici: non si è conformato al sistema; lui è ancora in gioco ed è disposto a tutto per ribadirlo a loro, al mondo intero, ma soprattutto a se stesso.
Lo fa mettendo in pratica un’idea al limite del lecito e del buon gusto, un’idea su cui tutti noi abbiamo fantasticato almeno una volta: inscenare la propria morte per vedere le reazioni che ne sarebbero scaturite. Un’opportunità del tutto inaspettata che non tentenna troppo nel prendere al volo, evidenziando una buona dose di incoscienza.
Scrivere questo libro ha cambiato qualcosa dentro di te?
In questa esperienza ho potuto raffrontarmi con dei professionisti già in fase di svolgimento del corpo principale, da cui ho attinto molto e che ringrazio anche per non essersi mai imposti.
Dal punto di vista stilistico ho capito l’importanza dell’essenziale, sia nelle descrizioni che nello svolgimento: scremare talvolta rende più chiaro e fruibile un passaggio, mentre io ho sempre prediletto l’esatto opposto.
Dal punto di vista personale devo dire che qualcosa è accaduto.
All’inizio ero in cerca di situazioni che potessero colpire immediatamente, avevo poche pagine per poterlo fare, quindi ho attinto nel bacino nell’anticonformismo più lontano a me. Volevo che risultasse una critica verso tutti quei comportamenti facilmente additabili come la causa dei mali del nostro tempo, o forse di tutti i tempi. Non volevo però che la risultante fosse una caricatura troppo marcata, perciò ho finito per rapportarmi e giustificare ogni posizione di tutti i personaggi; capire che la colpa talvolta va ricercata dentro di noi e l’errore sta nel rivolgere il dito sempre verso gli altri. Per dirla in breve: gli altri, troppe volte, siamo noi.
Casa Sanremo Writers, cosa porterai a Sanremo e cosa terrai con te di questa esperienza?
Spero di lasciare un punto di vista originale, riuscire ad esprimerlo nella concitazione che un evento simile porta con sé. Mi approccerò senza pretese di alcun tipo, lo considero già un regalo; spero di conoscere persone interessanti –sono sicuro di questo- e di preservare un bel ricordo, uno di quelli che quando fai fatica ad addormentarti ricorri per raggiungere la condizione adatta e dormire così serenamente.
Quando sarai a Casa Sanremo Writers?
Il 10 febbraio 2023.
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