Scambio di embrioni, i presunti genitori chiederanno di tenere i bambini

Presentato un esposto alla Procura di Roma

a cura della redazione
15/04/2014
Attualità
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Tiene ancora banco il caso dello scambio di embrioni all'ospedale Pertini di Roma. I presunti genitori genetici hanno presentato una denuncia alla Procura di Roma. Il loro avvocato, Pietro Nicotera, ha dichiarato: «Siamo indignati: è passato un mese e mezzo, e nessuno ancora si è fatto vivo con noi».

Gli embrioni della coppia sarebbero stati impiantati nell'utero di un'altra donna il 4 dicembre scorso. Ora i due coniugi chiedono che venga aperto un fascicolo per acquisire tutte le cartelle cliniche e che siano effettuati tutti i test necessari sotto la supervisione della stessa Procura. «Non ci fidiamo più di questo ospedale. Nonostante la struttura sia venuta a conoscenza della questione da un mese e mezzo, i miei assistiti non sono stati degnati di una telefonata e hanno tentato inutilmente di contattare la struttura senza risposta», ha continuato il legale.

Lo stesso, in un'intervista a Radio 24 ha spiegato: «Le coppie erano quattro, una è quella che porta in grembo gli embrioni, le altre due stanno portando avanti una gravidanza, rimane solamente la mia coppia. E poi c'è il famoso scambio di nomi. È proprio lei, la signora che assito, che quel giorno (il 4 dicembre) è stata chiamata e poi fatta riuscire. Le hanno detto: "scusi ci siamo sbagliati perché il cognome è simile". A questo punto se l'errore si è verificato con una delle coppie che ha avuto esito positivo, che fanno? Si scambiano i figli? E se invece dovesse essere la mia di coppia, con chi se li scambia? In ogni caso se gli embrioni risulteranno essere i suoi, com'è molto probabile, la mia assistita intende tenere i bambini con sé. Non vedo perché in questo caso la signora non debba rivendicare il fatto di avere i suoi bambini».

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