"Ho sbagliato e sbaglio”, ammissione non sorprendente in bocca a chiunque ma che, pronunciata dal vicario di Dio in Terra, stupisce e sorprende. E sono queste le parole che Papa Francesco ha rivolto ad un gruppo di giovani studenti fiamminghi venuti a trovarlo in Vaticano lo scorso 31 marzo. E sulla povertà: "Mi chiamano comunista, ma l'amore per i poveri è bandiera del Vangelo".
"Si dice che l'uomo è l'unico animale che cade due volte nello stesso posto - ha risposto, sorridendo, papa Francesco ad una domanda dei cinque giovani con cui ha avuto un colloquio, trasmesso ieri sera nel sito belga deredactie.be - Gli sbagli nella mia vita sono stati così, grandi maestri di vita. Io non direi che ho imparato da tutti i miei sbagli: da alcuni no, sono testardo. Ma da tanti altri sbagli ho imparato e questo mi ha fatto bene".
Alla richiesta di un esempio concreto, il Papa ha risposto: "Lo dirò... l'ho scritto in un libro, è pubblico. Sono stato nominato superiore molto giovane, avevo 36 anni, e ho fatto molti sbagli con l'autoritarismo. Poi ho imparato che bisogna dialogare, vedere che cosa pensano gli altri. Ma non ho imparato una volta per tutte... ancora sbaglio".