Martedì primo Aprile, l'ISTAT ha pubblicato i dati relativi alla disoccupazione, una parola abbastanza reboante negli ultimi tempi e , questo è quanto riporta:
A febbraio 2014 gli occupati sono 22 milioni 216 mila, in diminuzione dello 0,2% rispetto al mese precedente (-39 mila) e dell'1,6% su base annua (-365 mila).
Il tasso di occupazione, pari al 55,2%, risulta stabile in termini congiunturali ma diminuisce di 0,8 punti percentuali rispetto a dodici mesi prima.
Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 307 mila, aumenta dello 0,2% rispetto al mese precedente (+8 mila) e del 9,0% su base annua (+272 mila).
Il tasso di disoccupazione è pari al 13,0%, sostanzialmente stabile in termini congiunturali ma in aumento di 1,1 punti percentuali nei dodici mesi..."
22 milioni 216 mila, 3 milioni 307 mila, milioni, milioni, numeroni che mettono in rilievo un particolare: il disastro è infinito, come i numeri.
Occupati/disoccupati, in fondo sono sulla stessa barca considerando che chi lavora non riesce ad arrivare a fine mese nonostante le ore di lavoro accumulate
in una settimana o in un mese, compresi gli straordinari.
Allora cosa sta accadendo? Chi non lavora, mette in conto che dovrà appoggiare i gomiti di nuovo o ancora un bel po' sulla stessa scrivania
di quand' era adolescente, a casa di mamma e papà, sempre se c'è la possibilità. Chi lavora, come spiega a babbo e mamma che dovrà appoggiarsi
sul divano per un po', magari un modello che diventi letto matrimoniale per ospitare anche il/la compagno/a e il cane?
In cosa si sbaglia quando dopo tanti sacrifici, rinunce e ritmi devastanti, il portafogli a una certa del mese risulta vuoto e, se non fosse per i documenti,
potrebbe divenire un accessorio da riciclo?
Sta accadendo forse che anche la nostra società è divisa in caste? C'è:il rango più elevato, più ILLUMINATO, scendendo troviamo la casta dei SOLDATI che
contribuisce involontariamente a portare sempre più luce al vertice. Infine , nella più bassa, ci sono i DISSIDENTI quelli che preferiscono rimanere inoccupati pur di non aderire a un sistema-truffa che li spreme come limoni fino al sangue.
Quel sistema che impone lavoro, lavoro e lavoro, per produrre, produrre e produrre, per poi comprare, comprare e comprare. In una organizzazione del genere,
l'uomo è una macchina, un oggetto.
E tu , in quale casta senti di appartenere?