Non dite “sono solo videogiochi”

04/07/2022
Attualità
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Vi è mai capitato di vedere o leggere qualcosa che vi abbia impressionato a tal punto da spingervi a dire “cavolo, vorrei tanto farlo anche io”? Magari avete letto qualcosa sulla F1: la Ferrari e Leclerc dominano anche in Australia, avete visto l'ultimo film di fantascienza o dei supereroi Marvel o avete semplicemente viaggiato con la fantasia.

Forse sognando mondi più colorati, metafisici, futuristici, paralleli alla nostra realtà ed alle regole che la dominano. Tutto questo e molto di più, oramai da anni, non è più solo una esclusiva dei film, dei racconti, dei fumetti o dei cartoni animati, ma bensì di un mondo decisamente più interattivo e vasto quale quello dei videogiochi.

Dai primi ingombranti cabinati da sala giochi si è passati alle console casalinghe e portatili per poi approdare anche su computer. Ma tutto questo non era ancora abbastanza e quindi, con l'avvento e l'evoluzione di Internet, il semplice giocare è diventato un fenomeno più interconnesso grazie al multiplayer.

In questa maniera un giocatore italiano, ad esempio, può sfidarne un altro sito a migliaia e migliaia di chilometri di distanza in tempo reale senza dover prendere un aereo o simili. E poi, udite udite, è anche possibile vincere e/o guadagnare del denaro “semplicemente giocando ai videogames”.

Ma come è possibile tutto questo? Prima di tutto va detto che molti titoli videoludici, come Fortnite, FIFA, StarCraft, Rainbow Six, Rocket League e molti altri ancora, sono diventati delle vere e proprie discipline sportive al pari di calcio, pallavolo, scherma, basket, nuoto e rugby. Insomma sono diventati degli eSport e, cioè, degli “sport elettronici” con tanto di team, campioni, tornei e premi in denaro assieme alle immancabili sponsorizzazioni.

Sempre più case produttrici di software e hardware, infatti, al pari di bevande energetiche e store online di videogiochi, hanno deciso di sponsorizzare questi nuovi tipi di atleti le cui gesta sono visibili su piattaforme come Twitch e YouTube. Ed i premi in denaro sono davvero da far venire il capogiro!

Oltre agli atleti di eSports ed i commentatori sportivi che seguono i match online, sul mercato delle nuove professioni legate ai videogiochi si sono andati ad affermare anche gli streamer che, tra i vari argomenti di cui possono discorrere, hanno segnato anche i videogiochi nella loro agenda.

Parlare di vecchie glorie del passato, affrontare con occhio critico le ultime novità di adesso, fare e mostrare dei gameplay in anticipo, discutere con altri colleghi delle ultime mosse delle varie case videoludiche o degli eventi come l'E3, interagire direttamente con gli utenti sui reciproci titoli preferiti e tanto altro ancora.

Il tutto su una piattaforma come Twitch, collegandosi però anche ad Instagram, Facebook, Twitter, YouTube, TikTok eccetera, la quale a sua volta è andata a definirsi come un'altra alternativa alla televisione. Un'opzione molto più colorata, diversificata ed interattiva dove è possibile farsi largo con il proprio talento e la propria tenacia.

In conclusione possiamo dunque dire che il mondo dei videogiochi non è mai stato così florido, e soprattutto “pop”, come adesso. Credete ancora che siano un passatempo per bambini?

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