Mercato dell’arte: un protagonista sempre più digitale

26/03/2022
Attualità
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La nostra vita quotidiana è intrisa di tecnologia ed ingloba la sfera digitale negli aspetti più vari: ormai tutto può potenzialmente avvenire online. Anche l’arte quindi, non potendo rimanere esente da questa trasformazione, si è adatta alle nuove esigenze dei suoi collezionisti. Il web è così diventato la più grande galleria d’arte esistente sulla terra, scoprendosi una preziosissima risorsa intermediaria sia per i collezionisti che per gli artisti.

Il fatto che le vendite online di oggetti e manufatti artistici – nonostante la pandemia - siano duplicate nell’ultimo anno e che abbiano raggiunto cifre record inaspettate (per i dettagli, leggi questo post del magazine di Kooness, che spiega l’arte sul web), ci fa rendere conto ben presto che  la nuova generazione di collezionisti sta via via diversificando la sua domanda verso nuovi orizzonti artistici. Oltre a nuovi artisti emergenti, ai nuovi spazi comunicativi orizzontali ed al nuovo rapporto tra creatività e digitale, ci sono infinite nuove possibilità. Due dei protagonisti più emergenti degli ultimi anni sono il Metaverso e gli NFT

Quando venne inaugurata negli anni '90, la rete web era popolata da siti sostanzialmente statici, che permettevano solo un utilizzo in modalità di lettura. La seconda fase “detta Web 2.0” si è sviluppata grazie a una nuova generazione di servizi Internet, caratterizzati da una maggiore interazione fra sito e utente. Il prossimo step a cui ci stiamo affacciando è il Web 3.0, la fase che vede il protagonista il potere decisionale della community e che è regolamentata da contratti intelligenti (detti anche “Smart Contracts”): un processo di netta decentralizzazione del World-Wide-Web, alimentato anche dal fenomeno Blockchain, la tecnologia alla base della Criptovaluta e degli NFT, i “Non-Fungible-Tokens”.

A differenza delle criptovalute che hanno una propria identità digitale, le informazioni collegate ad un NFT lo rendono unico, non sostituibile. Sono timbri di proprietà digitale unici nel loro genere che identificano digitalmente un bene, un'opera d'arte, una fotografia, un file digitale o un tweet (o una parte di essa). Gli NFTassociati in modo inscindibile a un unico oggetto, forniscono quindi all'acquirente la prova della proprietà. È grazie a questo processo che è nata la Crypto-Art, in altre parole la possibilità di produrre opere artistiche che, tramite un codice NFT, vengono munite di un certificato di proprietà.

Ma qual è il processo di creazione e commercializzazione di un'opera d'arte digitale? L’artista, una volta prodotta l’opera - digitale o meno – l’associa ad uno o più NFT, divenendone il legittimo proprietario. Per questo processo, l'artista può accedere a marketplace digitali (fra i più gettonati ricordiamo OpenSeaSuperRareRarible), veri e propri punti di interscambio dove si ha la possibilità di caricare le proprie opere d’arte digitali, di “tokenizzarle” e successivamente proporle a chiunque sia interessato a inserirle nel proprio portafoglio come oggetti da collezione (o come veri e propri investimenti). Da questo momento ogni volta che l'opera viene acquistata con una transazione tramite Blockchain, i nuovi proprietari vengono di volta in volta registrati, rendendo così possibile consultare l'intera cronologia delle vendite.

Queste risorse - o file digitali facilmente condivisibili - sono dunque veri e propri oggetti documentati (e documentabili) da collezione virtuali. Ed è qui che entra in gioco il Metaverso, un universo online parallelo che combina spazi virtuali ed è popolato da beni digitali, dove diversi Avatar (un “clone virtuale” di un individuo all’interno del metaverso) scambiano NFT. Un mercato che può essere regolamentato da sistemi di governance trasparenti e affidabili, forniti dalla natura stessa della Blockchain. 

 

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