La nota commedia teatrale Mugghieri ricca maritu parra picca nella magistrale recensione di Melinda Miceli

 La recensione di Melinda Miceli sulla commedia teatrale è stata segnalata dall'Aidas Associazione internazionale danze e spettacolo come migliore recensione sulla commedia

Martino Sgalambro
16/01/2022
Arte e Cultura
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 Il 23 giugno alle ore 19 presso il centro sociale Grottasanta, la compagnia teatrale “Incontriamoci”, omonima, generata dalla nota dal centro sociale, aveva presentato la commedia dialettale “Mugghieri ricca maritu parra picca”. Oltre al folto pubblico che segue sempre il presidente Salvatore Zeferino in questi eventi, segnaliamo la presenza del  sindaco Francesco Italia, del vice presidente del consiglio comunale Giuseppe Impallomeni e dell’assessore alle politiche sociali avv. Sallicano.

Madrina della serata la nota e blasonata scrittrice Melinda Miceli critico d’arte, premiatissima, nominata per tre anni di fila dal 2015 al 2017, donna siciliana dell’anno per la scrittura e letteratura e nel 2017 per la critica letteraria ed artistica. Poliedrica figura femminile d’intellettuale che ha al suo curriculum 2 lauree honoris causa ed almeno 9 premi nazionali tra i più importanti, vinti per le sue 20 ricercate pubblicazioni di saggistica internazionali e per il romanzo Primadonna in Sicilia, definito dalla critica di stendhaliana e dannunziana eleganza.

Riproponiamo la recensione di Melinda Miceli sulla commedia teatrale perchè è stata segnalata dall'Aidas Associazione internazionale danze e spettacolo come migliore recensione sulla commedia in oggetto:

“ La sceneggiatura di questa piece di matrice neorealista mescola il comico ad un’introspettiva morale e sociale di satira dagli effetti esilaranti e grotteschi.  In 2 atti abbiamo ammirato un affresco di sicilianità dove il dialetto siciliano traduce e decifra la quotidianità di una situazione familiare che si capovolge. Inizialmente La donna dominante e ricca, accentratrice e bisbetica, schiaccia una figura di marito conciliante, ossequioso e sofferente. Chi sposa il denaro, prende cattiva moglie; la papessa riduce il marito a suo fac totum che nulla puo’ decidere sia su stesso che sulle figlie.

Il classico ribaltamento dei ruoli si ha quando il padre del marito vince al lotto con una schedina ben due milioni di euro, superando nettamente il patrimonio della moglie. Finalmente potrebbe comandare ed essere rispettato e chiamato papà o col suo nome anche dal genero e così avviene. "Una moglie è uno schiavo che bisogna saper mettere su un trono" diceva Honoré de Balzac. Infatti l’atteggiamento della moglie cambia immediatamente per effetto del suo riflesso narcisistico e del suo amore del denaro in un’ossequiosa odalisca quasi schiava del marito, il quale però lasciando tutti a bocca aperta, preferisce interrompere la tradizione del “comando io” . Si accorge dopo tanta sofferenza che i soldi della moglie non gli hanno mai dato la felicità e che il vero privilegio risiede solo nell’amore. Una presa di distacco dal materialismo e opportunismo di chi da sempre, amando i soldi, crede di amare se stesso. Una vicenda tratta dalla vita comune borghese, che, attraverso un susseguirsi di casi divertenti, si risolve lietamente in un divenire disincantato, cinico, impietoso e scettico con tonalità sociali grottesche. La commedia reinvia un chiaro rimando etico a prendere in mano la nostra esistenza per arricchirla di tutti quegli aspetti che fanno apprezzare lo spettacolo con l’augurio di portare dentro per sempre il senso etico espresso nei due atti. Il gruppo Incontriamoci è riuscito ad avere un grande  bacino di spettatori, contribuendo alla crescita culturale e sociale della comunità e diffondendo sempre l’amore per il teatro come impegno e dedizione, non a caso il riscontro di presenze politiche e mediatiche stasera su questo palcoscenico.”

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