L'attivazione delle utenze domestiche è uno degli step più importanti per chiunque si trovi a traslocare in un nuovo immobile.
Tuttavia è bene precisare che non sempre è necessario provvedere a un allacciamento ex novo: in alcuni casi, in particolare quando l'abitazione non sia di recente costruzione e il vecchio inquilino abbia stipulato un precedente contratto del gas, basta semplicemente richiedere la voltura, ovvero una variazione dell'intestatario dell'utenza legata al contatore.
Gas: cosa si intende per voltura
Un iter di voltura contratto gas prevede il passaggio della titolarità della fornitura da un vecchio a un nuovo cliente.
Non necessita di interventi tecnici, né di alcuna interruzione nell'erogazione del servizio e viene effettuato qualora il precedente proprietario, prima di lasciare l'immobile, non abbia provveduto a richiedere la disdetta del suo contratto.
Tuttavia, la procedura di voltura non è da confondere con il subentro, un termine che spesso è erroneamente adoperato dai consumatori per indicare il medesimo procedimento. Il subentro indica, infatti, quel percorso da intraprendere per attivare un contratto di fornitura del gas ex novo, qualora l’intestatario precedente, prima di cambiare casa, abbia provveduto a disattivare il servizio.
Voltura del gas: requisiti, documenti e tempistiche
La voltura del contratto del gas è un processo molto semplice, che richiede generalmentepochi giorni di lavorazione. Tuttavia, affinché venga presa in carico, la legge prevede che il richiedente attesti "la proprietà, il regolare possesso o la regolare detenzione" dell'immobile per il quale si richiede la fornitura di gas, eventualmente anche producendo un'autocertificazione.
In particolare, per richiedere la voltura del contatore del gas bisogna presentare domanda al fornitore che eroga il servizio. La documentazione necessaria, oltre agli incartamenti relativi al possesso e alla detenzione dell'unità immobiliare, deve prevedere: il codice PDR e la matricola del contatore, entrambi facilmente individuabili sul dispositivo; i dati – nome cognome e codice fiscale – o la denominazione sociale del richiedente e del vecchio inquilino; il codice cliente, l'indirizzo del punto di fornitura e un documento di richiesta firmato sia dall'intestatario precedente sia dal cliente finale.
Qualora la documentazione risulti completa, i tempi richiesti per la procedura di voltura sono piuttosto brevi. In genere, salvo complicazioni, si parla di quattro giorni lavorativi in tutto,i primi due necessari per la presa in carico degli incartamenti e della verifica da parte del fornitore – al quale è inoltre demandato il compito di informare il cliente dell'avvenuta presa in carico della richiesta – e i successivi due giorni lavorativi per la registrazione della voltura.
Voltura: i costi previsti per la procedura
La spesa per la procedura di voltura può variare sensibilmente al variare dei casi poiché, oltre ai costi fissi, può comprendere anche dei costi variabili.
Per quanto riguarda eventuali fatture non pagate sul punto di fornitura, è bene precisare che la normativa tutela il nuovo intestatario da eventuali debiti contratti dall'utente precedente.
Un processo che, com’è facile intuire, è abbastanza scontato in caso di subentro, dal momento che in questo caso si dispone la stipula di un nuovo contratto con un intestatario diverso, ma che è previsto anche in caso di variazione del titolare di un punto di prelievo.
Infatti, nelle procedure di voltura, il cliente finale non è tenuto né a informarsi sullo storico dei pagamenti effettuati dall'intestatario precedente né a rispondere delle eventuali morosità. Inoltre, in fase contrattuale, contestualmente all'invio della documentazione, è prevista la rilevazione della lettura del contatore, in modo da assicurare all'utente subentrante che la fornitura da pagare sia solo e soltanto quella registrata dalla data di attivazione.