E’ alla sua diciottesima edizione il Rome Chamber Music Festival di Robert Mc Duffie, il violinista prodigio che nel 1994 si esibì per la prima volta nella prestigiosa Sala dell’Auditorium Conciliazione della Capitale nella quale si svolge quest’anno. Il Festival, che si avvale della collaborazione di una trentina di artisti prodigio che Mc Duffie sta “ allevando “ e di una decina di Maestri di fama mondiale, è partito la sera dello scorso 21 novembre con una poderosa esibizione, in forma privata, del quartetto formato da Aubree Oliverson ed Augusta Schubert ai violini, Lawrence Dutton alla viola e Sara Dutton al violoncello, che hanno eseguito il magistrale “ Razumovsky “ di Beethoven del quale ricorreva lo scorso anno il duecentocinquantenario dalla nascita avvenuta a Vienna nel 1770. A seguire, il concerto per violino, quartetto d’archi e pianoforte formato dai violini Matous Peruska, Anna Black e Robert Mc Duffie, da Daniele Valabrega alla viola e da Kristina Vocetkova al violoncello, al piano Derek Wang per eseguire la applauditissima composizione del concerto in re maggiore, opera 21 di Ernest Chausson. Al concerto hanno assistito gli allievi della scuola che Robert Mc Duffie segue e che con lui faranno poi tappa, il 22 novembre, a Firenze nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio per tornare il giorno successivo a Roma con una serata completamente dedicata a Beethoven nel corso della quale verranno eseguite la Sinfonia n. 1 in do maggior, opera 21 arrangiata per pianoforte, flauto ed archi con viola e basso aggiunti alla partitura sinfonica, oltre che il Settetto in mi bemolle maggiore opera 30. Il festival, che coniuga le opere di tre musicisti notoriamente al di fuori delle abitudini musicali della loro epoca perché ritenuti rivoluzionari ed anticonformisti, Beethoven, Bernstein e Zappa, ma che si sono poi dimostrati tali da rompere i rigidi schemi culturali dell’epoca in cui vissero ed operarono, continua poi il 24 novembre, sempre nella sala dell’Auditorium romano di Via della Conciliazione, con l’esecuzione di musiche di Mario Castelnuovo – Tedesco e di Leonard Bernstein ( che nel 1989 ebbe modo di esibirsi nella medesima sala ) con un quintetto di chitarra ed archi e, per quanto riguarda Bernstein, con arie e barcarole per mezzo soprano, baritono e pianoforte a quattro mani. La chiusura del Festival del quale Robert Mc Duffie è il Direttore Artistico è prevista, in forma solenne come si addice a tale manifestazione di livello mondiale, per il 25 novembre quando alle musiche di Beethoven si aggiungeranno quelle di tipo reggae di Bob Lennon e quelle di Frank Zappa eseguite, queste ultime dai pregevolissimi Valentina Scheldhofen Ciardelli ( contrabbasso ) e da Luca Sanzò alla viola oltre che da Cheyenne King-Bails ed Alysson Cohen ai violino e di Peyton Hall Magalhaes al violoncello. Questo multiforme programma che il Festival propone, in forma innovativa, ormai da diciotto anni tende non soltanto a porre in evidenza la vivacità attuale della musica da camera in se ma anche ad evidenziare quegli artisti di chiara fama internazionale e non ancora affermati che della musica classica intendono fare un modello di attualità sgomberando il campo dalla idea che essa sia un “ oggetto di antiquariato “, come afferma soddisfatto Robert Mc Duffie.