I rifiuti: una gestione più consapevole per un futuro sostenibile

15/07/2021
Attualità
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I dati emersi dagli ultimi rapporti dell' International Solid Waste Association (ISWA) indicano come ogni anno si produca, in tutto il mondo, una quantità di rifiuti pari a 4 miliardi di tonnellate. La ISWA ha nella promozione di una gestione sostenibile di rifiuti uno dei suoi obiettivi principali. Allo stesso tempo, opera perché quest'ultima sia svolta in modo professionale. I rifiuti, a livello di percentuali, sono quasi equamente suddivisi tra:

  • "urbani", ossia provenienti dalle famiglie
  • "speciali", prodotti da attività produttive e industriali

Le stime per il futuro non sono affatto positive: se si dimostreranno esatte, avremo un aumento del 50% della produzione di rifiuti entro una quindicina d'anni. Quali misure correttive si stanno adottando? E quali rifiuti possono essere ospitati dai centri di raccolta? Lo vedremo nelle prossime righe.

Le previsioni: una situazione preoccupante che richiede interventi drastici

Negli ultimi tempi sembra essere emerso, anche se per ora non in modo diffuso, un animo "ecologista" nelle persone. Occorre considerare, però, come ancora oggi in tanti non abbiano ben chiaro come operare la raccolta differenziata. Per questa ragione, gran parte dei rifiuti solidi conclude la propria corsa all'interno delle discariche, con un conseguente rilascio di elevate percentuali di gas metano nell'atmosfera. Per quanto sia da evidenziare un tentativo di cambiamento di rotta da parte delle filiere produttive, il problema della gestione dei rifiuti tende a emergere quando si assiste a un disastro ambientale. Il solo smaltimento dei già citati rifiuti urbani ha un costo per la comunità che supera i 200 miliardi di dollari l'anno. Il report denominato "What a Waste 2.0" ha posto l'accento su come la produzione di rifiuti solidi, in mancanza di interventi, finirà per raggiungere entro il 2050 i 3,4 miliardi di tonnellate: un aumento del 70% rispetto alla situazione attuale.

I primi passi verso un mondo migliore

Ultimamente sono state sviluppate alcune tecnologie volte a risolvere, almeno parzialmente, il problema rifiuti. Da un lato, aziende specializzate offrono sistemi per la raccolta e lo smistamento di rifiuti più avanzati, a partire da cestini, pattumiere e raccoglitori universali. Ancora più importante è il contributo delle start up. Limitandosi alla penisola italiana, caratterizzata da marcate differenze territoriali nella gestione dei rifiuti, è possibile citare Grycle. Tale start up ha ideato una macchina in grado di trasformare i rifiuti in granuli di materia prima. La successiva separazione automatica li rende riutilizzabili in ambito industriale. È un modulo di intelligenza artificiale a permettere alla macchina di apprendere nel tempo come individuare nuovi materiali. Ciò evita di procedere manualmente alla raccolta differenziata. Grycle ha sottolineato come il sistema sia destinato a ridurre il volume degli scarti anche oltre la soglia del 90%. Nel mondo è stata UBQ, un'azienda israeliana, a proporre una tecnologia capace di dare nuova vita ai rifiuti, convertendoli in materiali sostenibili a base biologica. Una volta ottenuti, questi ultimi possono essere impiegati in luogo delle comuni (e dannose) materie plastiche a base di petrolio.

Gestione rifiuti in ambito domestico

Altra questione relativa ai rifiuti è quella che prende in esame la loro gestione in ambito domestico. È stata una nota rilasciata dal Ministero dell'Ambiente a chiarire come tale tipologia di scarti sia assimilabile ai rifiuti urbani. L'indicazione include anche i rifiuti prodotti dalle attività "fai da te", purché in piccole quantità. Qual è la conseguenza? Che, per tali scarti è ammesso il deposito presso i centri di raccolta comunali. L'intervento del Ministero dell'Ambiente è andato a modificare quanto disposto dal D.Lgs, N.152/2006. L'art.183, infatti, non includeva nella definizione di rifiuti solidi urbani quelli derivanti dagli interventi appena citati. Ovviamente, i lavori di costruzione e demolizione devono riguardare il nucleo familiare. A supportare il Ministero dell'Ambiente è la Direttiva UE n.851/2018. Ecco perché oggi, effettuando dei piccoli lavori di manutenzione e producendo i comuni rifiuti da costruzione, non si incorrerà necessariamente in sanzioni legate a un loro scorretto smaltimento.

Nei prossimi anni si prevede un aumento del numero di start-up impegnate nel ricercare soluzioni innovative per contrastare il cambiamento climatico. E nel frattempo è nato anche un motore di ricerca che, al raggiungimento di un certo numero di richieste, si impegna a piantare un nuovo albero, aiutando così l'ambiente. Che questa maggiore consapevolezza di un mondo ecosostenibile sia il punto di svolta che attendevamo?

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