"Basta con le chiacchere, servono i fatti concreti. Servono più assunzioni per il Corpo di Polizia Penitenziaria che da anni soffre della carenza degli organici. Noi attendiamo da tempo risposte esaustive che non sono mai arrivate, forse perché chi di dovere non è in grado di tutelare gli agenti o forse perché non si vuole dare una risposta".
E' quanto dichiarano i candidati del concorso per l'arruolamento di 754 allievi agenti di Polizia Penitenziaria, i quali continuano a richiedere ancora con insistenza assunzioni straordinarie al fine di colmare le carenze che da anni affliggono questo Corpo. Alla luce dell'incontro tenutosi ieri fra le organizzazioni sindacali, il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e il ministro della Giustizia Marta Cartabia, infatti, non è emerso nulla di confortevole in merito agli arruolamenti straordinari che andrebbero fatti immediatamente anche per scongiurare episodi di violenza e aggressioni che si verificano all'interno degli istituti penitenziari italiani.
In questi anni è stata dimostrata una scarsa attenzione verso un tema così delicato. Tutto ciò si sta tramutando in un vero e proprie scempio denunciato già da tempo dai sindacati. Ancora più grave, infatti, risulta la mancata sensibilità degli organi competenti verso il Corpo di Polizia Penitenziaria. Nonostante le assunzioni in atto che porteranno all'immissione in servizio di 938 agenti, le successive 650 unità reperite mediante scorrimento e il nuovo concorso per 976 allievi agenti, si registrerà ugualmente una notevole mancanza del personale dovuta anche ai pensionamenti che avverranno entro fine anno.
"Noi civili, per gli anni 2020 e 2021 non abbiamo avuto un concorso e, da oltre due anni attendiamo di essere sottoposti alle visite mediche. Chiediamo a gran voce lo scorrimento degli idonei alle prove preselettive come accaduto con il decreto Rilancio, solo così potranno essere velocizzate le assunzioni", spiegano i ragazzi.