La notizia era nell’aria da tempo, presto in tema difatturazione elettronicapotrebbe arrivare una doppia estensione: una temporale e un’altra relativa al pubblico interessato.
Dopo aver fatto richiesta, l’Italia aspetta il via libera da parte della Commissione Europea per allungare diulteriori tre anni l’obbligo di inviare telematicamente al Fisco tutte le fatture tra privati, estendendo in questo modo l’autorizzazione che scade il 31 dicembre 2021 fino al 31 dicembre del 2024.
Nuovi aggiornamenti, poi, potrebbero riguardare anchel’estensione della plateadi riferimento: coloro che applicanoil regime forfettario - circa 1,5 milioni di professionisti, autonomi e ditte individuali che finora sono sempre stati esclusi dall’obbligo -nel giro di qualche mese potrebbero entrare a far parte dei soggetti obbligati.E, magari, valutare l’acquisto di un software per la fatturazione elettronica, come quello proposto da InfoCert raggiungibile alla pagina fatturazione.infocert.it.
Dentro anche i forfettari: le motivazioni alla base
Per comprendere l’intenzione dell’Italia di fronte all’Unione Europea, basta riflettere sulle motivazioni (in realtà molteplici) che, nel 2008, avevano spinto il nostro Paese a introdurre l’e-fattura: contrastare le azioni illegali e supportare l’Amministrazione Finanziarianell’intercettare l’evasione fiscale.
In questo senso, citando quanto affermato da Fabrizia Lapecorella, direttore generale delle Finanze del MEF, “l’estensione ai forfettari consentirebbe di completare le finalità anti-evasivee le finalità di semplificazione, permettendo di avere una visione più completa del fatturato sul territorio nazionale”. Secondo Lapecorella, il cambiamento aiuterebbe l’Italia a trovare nuove risorse finanziarie, senza generare, al contempo, particolari criticità.
Di pari passo, per il forfettarioverrebbemaggiorata anche l’aliquota unica. L’attuale 15%aumenterebbe così fino al primo livello dell’Irpef, cioè arrivando a toccare il 23%.
Regime forfettario ed e-fattura: la strada è spianata
L’idea di estendere l’obbligo di fattura elettronica ai forfettari non è del tutto nuova: l’ipotesi era già statavagliatain fase di approvazione della legge di Bilancio del 2020, quando era stata scelta la via opzionale accompagnata da un regime premiale che riduceva di un anno il termine a disposizione del Fisco per i controlli sulle partite Iva in flattax che aderivano.
Il risultato? Secondo l’Amministrazione Finanziaria la strada è spianata considerato che già molti soggetti che applicano il regime forfettario hanno aderito volontariamente alla fatturazione elettronica.
Chi altro è esentato dalla fatturazione elettronica?
In attesa della risposta definitiva dell’Unione Europea,oltre aglioperatori, alle aziende e ai lavoratori autonomiche godono del regime forfettario o del regime di vantaggio, sono esentati dall’obbligo di fatturazione elettronica circa 2,2 milioni di contribuenti tra cui:
- medici, farmacie, e tutti coloro che esercitano nel settore sanitariocome stabilito dal Garante della Privacy a dicembre 2018;
- piccoli produttori operanti nel settore dell’agricoltura;
- società sportive dilettantistiche che possono legalmente conservare il precedente sistema di fatturazione;
- soggetti non residenti in Italia che effettuano o ricevono operazioni.
Al contrario, ormai da diverso tempo l’e-fattura è tassativa per tutti, sia nel settore privato sia in quello pubblico, per:
- Gli scambi e le operazioni con la Pubblica Amministrazione;
- Le cessioni di beni e leprestazioni di servizi tra soggetti privati residenti, stabiliti e indentificati nel territorio dello Stato italiano.
In caso di violazione dei termini, si incorre in sanzioni pecuniarie di diversa consistenza. Viene multato anche l’invio tardivo della fatturazione elettronica: in questo caso, si applica una sanzione percentuale che varia tra il 90% e il 180% dell’imposta, con un importo minimo di 500 euro.