Sulla scena politica italiana irrompe un nuovo partito, su iniziativa di Corrado Passera, già ministro tecnico del Governo guidato da Mario Monti e per anni alla guida di Poste e Banca Intesa.
Al centro dell'impegno un piano per l'Italia, allo scopo, sottolinea lo stesso Passera, "di far ripartire il Paese e farlo uscire dall'angolo, aiutando le famiglie e sostenendo le imprese". Dopo gli auspici, i paletti. 'No' alle liste bloccate prefigurate dalla riforma elettorale dell'Italicum. E no anche all'aumento della tassazione sui Bot ipotizzata dal sottosegretario Delrio. Strada sbarrata anche all'introduzione della patrimoniale e stop alla 'politicizzazione' della sanità: "I primari siano scelti per concorso, non dai partiti". Passera annuncia poi un tour nel Paese dopo aver sottolineato e ribadito: "Noi non chiederemo mai finanziamenti allo Stato".
In questo nuovo progetto politico che va ad inserirsi in una galassia centrista sempre folta ci sarebbero figure da anni vicine all'ex banchiere: da Pellegrino Capaldo (docente all'università La Sapienza) a Marco Follini (ex segretario Udc poi transitato nel Pd) passando per Corrado Clini (ex ministro dell'Ambiente del governo Monti).