Sono diversi i record che Matteo Renzi porta con sé nel suo debutto a palazzo Chigi. E' il primo sindaco di una grande città a diventare presidente del Consiglio ed è il premier più giovane della storia, battendo con i suoi 39 anni da poco compiuti, Giovanni Goria unico meno anziano di Enrico Letta al quale Renzi, per suo stesso volere, succede. Ma è anche la sua squadra di Governo a battere il record di giovinezza: l'età media è di 47 anni. Un governo che presenta "grandi elementi di novità", nelle parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
"Se anche un ragazzo come me, di neanche 40 anni può fare il presidente del Consiglio..." ha chiosato Matteo Renzi per rinfocolare l'entusiasmo dei 'giovani' per la politica. In effetti gli anni del neopremier sono 39.
I più anziani - relativamente - a tirare verso l'alto la media sono il neo ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan con i suoi 64 anni e il neoministro del Lavoro Giuliano Poletti che ne ha 62.
Il membro più giovane dell'esecutivo è la ministra senza portafoglio Maria Elena Boschi (Riforme e Rapporti con il parlamento) con i suoi 33 anni appena compiuti, seguita a ruota da Marianna Madia (Semplificazione e Pubblica Amministrazione) che ha 4 mesi di più. 41 anni ha la neoministra degli Esteri Federica Mogherini, 43 ne ha il ministro dell'Interno Angelino Alfano. Ne hanno 44 la neoministra per lo Sviluppo Economico Federica Guidi e il neopromosso al ministero della Giustizia Andrea Orlando (già all'Ambiente), ne ha 42 la riconfermata alla Salute Beatrice Lorenzin.
La maggioranza è sopra i 50: dai 54 anni del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, ai 57 del neoministro per gli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta (già sindaco antimafia di Monasterace), ai 55 del ministro per la Cultura Dario Franceschini, i 54 del confermato ai Trasporti Maurizio Lupi, i 53 del neoministro dell'istruzione Stefania Giannini, i 52 del ministro dell'ambiente Gianluca Galletti, sempre 52 per la neoministra della Difesa Roberta Pinotti.
Manca, fra tante novità, un ministro per le Pari Opportunità: probabilmente ritenuto superfluo poiché il 50% dei ministri sono donne, fra cui posti tradizionalmente di peso come la Difesa, gli Esteri e lo Sviluppo economico, sebbene alle donne tocchino anche gli unici tre ministeri senza portafoglio (Boschi, Madia e Lanzetta).