Psicologia del lutto: come affrontare un momento delicato

13/04/2021
Attualità
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Perdere una persona cara può comportare uno shock molto importante che non va mai sottovalutato dal punto di vista psicologico e fisico. Non a caso sono sempre più le persone che si affidano ad équipe professionali in grado di garantire supporto nell’affrontare uno dei momenti più delicati. VIDAS, ad esempio, è in grado di offrire un servizio di supporto psicologico di sostegno al lutto che ha l’obiettivo di non abbandonare chi sta soffrendo e di aiutare nella fase di elaborazione del lutto.

Secondo gli esperti, infatti, dopo un lutto è normale provare disperazione, rabbia, rifiuto della situazione, seguiti da sofferenza psico-emotiva e profonda mancanza della persona cara. Si tratta di stati d’animo che generalmente perdurano per alcuni mesi, ma non di rado anche per 1-2 anni.

Per alcune persone il processo di elaborazione e adattamento può essere più lento e difficile che per altre, lasciando in uno stato di significativa prostrazione molto a lungo ed esponendo al rischio di complicanze. In linea di massima i primi campanelli d’allarme nell’elaborazione del lutto partono dopo che sono trascorsi almeno 12 mesi per l’adulto e 6 mesi per il bambino dalla perdita della persona cara.

Se trascorso questo periodo la persona è ancora preda del dolore e la vita quotidiana non ha ripreso il suo corso, pur con fatica, allora da un lutto fisiologico stiamo passando a uno persistente e si può ipotizzare una presa in carico da parte di uno specialista.

Come affrontare il lutto

La perdita di una persona cara è un momento molto difficile da affrontare. Il primo passaggio è valutare il contesto, cioè il chi, quando e come questa avviene. Infatti, seppur sempre molto doloroso, sicuramente è diverso affrontare la morte di una persona anziana o di un giovane, un figlio o un parente lontano, se è stato qualcosa di improvviso e inaspettato oppure la conseguenza di una lunga malattia.

In ogni caso, quando avviene una perdita, tristezza, rabbia, paura, senso di colpa, rimorso sono le emozioni che solitamente emergono, ma le modalità di espressione sono diverse da persona a persona. Molto importante è poi liberare le emozioni, far uscire la rabbia, la disperazione, la paura e via dicendo. Solo in questo modo è possibile, pian piano, riconoscere la perdita subita e “introiettarla” dentro di noi, cioè farla vivere nelle nostre menti e nei nostri cuori in modo adeguato.

Al contrario, se le nostre emozioni vengono represse ed inibite, andremo incontro a problemi e fatiche fisiche e mentali difficili da gestire e da comprendere e la persona perduta non verrà introiettata in noi in modo adeguato ma la sua presenza-assenza risulterà un vero e proprio macigno che ci impedirà di affrontare il futuro in maniera positiva e serena.

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