L’Italia è uno dei peggiori paesi europei per imparare una lingua straniera?

12/04/2021
Attualità
Condividi su:

Secondo il sistema European Language Index il nostro Paese risulta in coda per quanto riguarda l’apprendimento di un idioma straniero. Questo dato affiora nonostante l’Italia mostri, come da tradizione, una grande varietà linguistica. Tuttavia i risultati che sono emersi mostrano un dato allarmante, da cui bisogna uscire il prima possibile.

 La classifica aggiornata al 2020 indica infatti come l’Italia occupi solo il 26esimo posto, malgrado un livello elevato di multilinguismo. Un esempio che testimonia lo stato di arretratezza a livello multilinguistico arriva dal sito ufficiale del Governo, che è consultabile esclusivamente in lingua      italiana. Tra gli stati che invece si sono distinti durante gli anni per l’elevato livello di apprendimento di una lingua straniera spiccano il Lussemburgo in prima posizione, con il 100% degli studenti delle scuole primarie e secondarie che impara almeno una lingua straniera. Seguono altri paesi virtuosi come la Svezia, la Danimarca e la Finlandia. Un dato che conferma quello che abbiamo potuto verificare effettuando un viaggio di lavoro, di piacere o per un soggiorno durante la nostra vacanza.

Vi sono in effetti paesi che sono molto più avanti rispetto al nostro per quanto      riguarda la conoscenza delle lingue straniere, aspetto che non riguarda solo la lingua inglese, ma anche le principali lingue più diffuse e parlate al mondo. Tra i dieci paesi dove è diffuso il plurilinguismo troviamo poi Cipro, Paesi Bassi, Malta, Slovenia, Belgio ed Estonia. Alla base di questo ranking, volto a stabilire quali sono i criteri per decretare il livello di lingue straniere e di plurilinguismo applicabile, troviamo appena dopo le competenze scolastiche     , l’accesso allo studio delle lingue attraverso mezzi digitali. Qui possiamo confrontare come il punteggio di Belgio, Finlandia e Svezia raggiungano un punteggio medio che oscilla tra 60.5 come punto minimo e 81.9 come punto massimo.

 L’Italia risponde invece con un 22.7, punteggio ben più basso rispetto a quello della Slovenia a 37.3. La ricerca indica che oltre al plurilinguismo, alle lingue imparate a scuola e all’accesso attraverso i mezzi digitali odierni, sottotitoli, doppiaggio e voiceover sono considerati modi efficaci volti al fine di migliorare la memorizzazione delle lingue straniere. L’Italia in questa classifica si affianca a Lussemburgo e Malta, con 25.0, ma resta molto indietro      rispetto al primato di Svezia, Danimarca, Finlandia, Cipro e Malta, che hanno ottenuto invece il punteggio massimo di 100.0.

Questo approccio oggi appare piuttosto rinomato dato che è stato studiato come fornendo una tripla connessione, che vede coinvolto il suono, la lingua e il testo, vi siano effetti positivi volti a migliorare la conoscenza di una lingua straniera. Secondo la piattaforma di apprendimento digitale Preply vi sono 18 fattori che possono indicare se viviamo in un ambiente favorevole verso lo studio e la conoscenza delle lingue straniere. Gli strumenti inclusi valutano quindi queste categorie: numero di lingue ufficiali, grado di plurilinguismo, apprendimento scolastico delle lingue, padronanza della lingua straniera più conosciuta, apprendimento attraverso mezzi digitali, utilizzo di sottotitoli.

In base a queste regole è stato stabilito quindi che l’Italia attualmente occupa il 26esimo posto. In pratica siamo subito dopo la Polonia e prima rispetto alla Bulgaria. Tuttavia ci sono anche degli aspetti positivi ed è proprio su questi che bisogna puntare e insistere, dato che il nostro Paese offre un elevato spettro di minoranze linguistiche presenti sul territorio. Anche sotto il profilo della percentuale di alunni che imparano una lingua straniera durante la scuola primaria, i risultati sono molto buoni. È importante sottolineare come la conoscenza e lo studio di una seconda lingua sia un’abilità che richiede tempo, impegno e duro lavoro. Preply è una piattaforma di studio online fondata nel 2013, che collega una rete globale di migliaia di studenti e 15.000 tutor per studiare e insegnare le lingue straniere più diffuse del mondo.

Leggi altre notizie su Notizie Nazionali
Condividi su: