Il distopico mondo di The Handmaid’s Tale

22/03/2018
Attualità
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È da poco uscito il trailer della quarta stagione della serie tv The Handmaid’s Tale che ha annunciato la data del ritorno in tv delle storie delle ancelle di Gilead fissata al 28 aprile 2021.

L’ispirazione al romanzo “Il racconto dell’ancella”

La serie ideata da Bruce Miller prende libero spunto dal romanzo distopico del 1985 “Il racconto dell'ancella” scritto dall'autrice canadese Margaret Atwood.

Così come il romanzo anche nella serie si racconta di un futuro distopico in cui la fertilità è in grosso calo. A seguito di un colpo di Stato negli Stati Uniti si forma uno stato totalitario chiamato Gilead in cui le donne non hanno alcun potere e non possono leggere e lavorare. Per cercare di aumentare le nascite le donne fertili - le cosiddette ancelle - sono assegnate a delle famiglie e costrette ad avere rapporti con il loro “padrone” per far nascere dei bambini.

Tutta la società è organizzata in classi sociali e oltre alle ancelle, contrassegnate da vestiti rossi, ci sono le "Marta" di grigio chiaro, le "Mogli" in blu e il resto della popolazione di grigio.

Un mondo distopico che però ha analogie con il presente

Il racconto della serie così come quello del romanzo fanno subito venire in mente l’ideologia femminista. Il romanzo di Margaret Atwood, ad esempio, è diventato nel tempo un caposaldo dell’ideale di emancipazione femminile. Il tema del femminismo nella serie viene raccontato senza però alcuna etichetta o stereotipo e forse questo ha contribuito all’apprezzamento del pubblico.

Si tratta comunque di un mondo distopico che però presenta delle caratteristiche che possono essere associate o comunque paragonate quelle del mondo reale.

Uno dei principali paragoni è quello con l’era Trump in cui infatti a molte manifestazioni le persone avevano in mano una copia del romanzo. Altre analogie le troviamo con il fenomeno del fanatismo islamico o ancora con il calo delle nascite e gli episodi di violenza sulle donne.

Il successo della serie

Uno dei motivi del successo di questa serie è che tratta di un mondo distopico ma che allo stesso tempo racconta una tematica molto sensibile che genera un forte impatto sugli spettatori.

La critica ha apprezzato la scelta di Elisabeth Moss come protagonista della serie nei panni di June Osborne che diventa l’ancella Difred nel mondo di Gilead. La Moss riesce a raccontare la fragilità della figura dell’ancella ma allo stesso tempo la forza e il coraggio di una donna che non perde la speranza di rivedere la figlia Hannah e liberare lei e le sue compagne da quel mondo.

Una serie pluripremiata

La serie ha ottenuto molti commenti positivi dalla critica, evidenziati anche dai tanti premi vinti.

Nel 2017 agli Emmy Awards ha vinto ben 8 premi tra cui quello di miglior serie drammatica e quello di miglior attrice protagonista in una serie drammatica ad Elisabeth Moss.

L’anno successivo ai Golden Globes vince 2 premi su 3 a cui era candidata.

Ha vinto poi ulteriori premi in occasione di altre manifestazioni.

Non ci resta che aspettare la quarta stagione e magari scommettere su ulteriori premi e riconoscenze.

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