La diffusione di internet è uno dei temi principali affrontati nel corso degli ultimi anni. Il web rappresenta infatti un trampolino di lancio indispensabile per il presente e per il futuro del nostro Paese ed è per questo che sono stati avviati diversi progetti che vanno proprio in tal senso.
L’Italia è entrata in rete prima di quasi tutti i suoi vicini europei. Era il 30 aprile 1986, e il primo collegamento tra il CNR di Pisa e la Pennsylvania, negli Stati Uniti, ci ha trasportato dentro a quella rete che poi, qualche anno dopo, ha consentito la nascita e lo sviluppo di Internet. Il segnale viaggia attraverso un cavo Sip fino all’Italcable di Frascati, da cui partivano le chiamate internazionali, e poi arriva a Fucino, in Abruzzo, da dove viene mandato in orbita verso il satellite Intelsat IV che lo spedisce negli Stati Uniti. Qualche secondo dopo, arriva la risposta: eravamo connessi a quella che sarebbe, anni dopo, diventata la rete Internet. Oggi però la situazione è diversa e siamo chiamati ad affrontare nuove sfide, a partire dalla banda ultra larga. Se fino a qualche mese fa internet sembrava essere un luogo in cui a farla da padrone era principalmente i passatempi come ad esempio quelli presenti su casino777.ch/it/, ora la situazione si è completamente capovolta. Grazie ad internet ci sono 8 milioni di italiani che ogni giorno lavorano in modalità smart working. Senza dimenticare il boom degli e-commerce che nel 2020 ha avuto una crescita incredibile. Per permettere che il sistema regga è necessario, ovviamente, che anche a livello infrastrutturale tutta l’Italia sia cablata.
La banda ultra larga in Italia
Al momento la situazione è in divenire e secondo gli ultimi dati la banda ultra larga raggiunge il 58% dei civici italiani con velocità di almeno 30 Mbps. Restringendo l’osservazione alle aree grigie e nere la quota sale all’82,3% (in crescita di 5 punti rispetto al 78% di fine 2018), mettendo in evidenza le differenze di copertura tra le aree più popolose e quelle a fallimento di mercato. Osservando nel dettaglio i dati territoriali nelle aree grigie e nere emerge come, per quanto riguarda la NGN, tutte le regioni del Paese presentano un tasso generale di copertura superiore al 60% dei civici.
A primeggiare è il Piemonte, in cui il tasso di copertura ha raggiunto alla fine dello scorso anno il 95,2%, seguito dall’Umbria (93,8%) e dalla Liguria (91,9%). Valori molto promettenti si sono registrati anche in Basilicata (89,6%), Lombardia (87,8%), Veneto (87,7%) e Liguria. Come fanalini di coda si trovano, inaspettatamente, l’Emilia Romagna (69,6%) e la Sardegna (66,1%).
Spostando il perimetro di osservazione dalle regioni alle province la medaglia di best performer spetta a pari merito a due aree situate alle estremità opposte del paese ovvero Siracusa e Torino, con il 98,1% dei civici coperti. Al contrario la maglia nera spetta in questo caso a L’Aquila (56,5%), Nuoro (53,1%), Sassari (49,3%) e Forlì-Cesena, che chiude al 49,0% dei civici raggiunti. Per quanto riguarda le sole reti a alta velocità, o VHCN, nelle aree grigie e nere, la regione che primeggia a livello nazionale è l’Umbria, con l’80,8% dei civici coperti, la quale è seguita a lunghissima distanza dalle Marche (51%) e presenta un valore doppio rispetto alla terza classificata, la Liguria (38,6%). Le performance meno brillanti sono state registrate in Puglia (6,1%), Calabria (5,3%) e Molise (1,6%). Anche a livello provinciale vengono confermati i buoni risultati ottenuti da Marche e Umbria. Il capoluogo più coperto è Fermo (91,8%), seguito da Macerata (84,9%) e Perugia (82,7%).
La situazione al Nord ed al Sud
Secondo gli esperti entro il 2022 la copertura Ngn dovrebbe arrivare superare l’89% dei civici in ogni regione ed oltre il 91% in Toscana (91,2%), Sardegna (91,1%) e Abruzzo (91%). Le due regioni maggiormente raggiunte saranno Emilia Romagna (93,1%) e Calabria (92,4%). Tuttavia quest’ultima beneficerà in misura minore della copertura VHCN (32,3%), così come Basilicata (50,1%) e Sardegna (58,8%). Tutte le altre regioni presenteranno tassi di copertura superiori al 72%. Quelle in assoluto più coperte dalle reti ad alta capacità, tutte sopra quota 86% dei civici raggiunti, sono Umbria (89,5%), Friuli Venezia Giulia (88,6%), Marche (88,6%), Veneto (86,3%) e Trentino Alto Adige (86,1%).
A livello provinciale, se la copertura Ngn raggiungerà l’89% dei civici in quasi tutti i capoluoghi italiani, quella ad alta capacità supera l’85% nei primi 20 capoluoghi. Tra questi i più coperti sono Mantova e Trieste (89,7%), seguiti da altre 6 province in appena mezzo punto percentuale, tra cui Gorizia (89,6%), Fermo (89,6%), Ascoli Piceno (89,6%), Terni (89,5%), Perugia (89,5%), Pordenone (89,4%), Treviso (89,3%). A queste si aggiungono diverse altre province Orientali, sia del Nord (Padova, Udine, Venezia, Vicenza), che del Centro (Pesaro Urbino, Ancona, Macerata), oltre a Bolzano (86,7%) e Trento (85,9%).