Siamo ormai giunti al giro di boa in Serie A ed è giunto il momento di fare i primi bilanci. Tra promossi e bocciati, scopriamo insieme chi ha fatto meglio e chi ha fatto peggio tra le big di Serie A.
Il Milan: voto 8
Partiamo subito dalla capolista Milan che per quanto fatto vedere merita un 8 in pagella. Se la squadra di Pioli dovesse continuare sulla falsariga di quanto fatto fino a questo momento – come possiamo vedere sul sito di scommesse NetBet – potrebbero puntare seriamente alla vittoria dello scudetto. Merito soprattutto di Gigio Donnarumma, al momento uno dei migliori portieri al mondo. Gigio in un solo anno ha dimostrato una crescita tecnica e umana straordinaria palesandosi come leader “rumoroso” della retroguardia rossonera come testimoniato dal vocione che sempre più spesso risuona nitido all’interno degli stadi vuoti.
Nelle sue mani – secondo i dati Opta – il Milan ha evitato almeno 4 gol subiti con una media salvataggi del 79% rispetto ai tiri ricevuti. Numeri mostruosi ma che rispecchiano solo parzialmente quale sia il “Fattore Gigio”, il secondo giocatore più pagato dell’intera rosa e probabilmente presto il primo dell’era Elliott a superare i 7 milioni a stagione. Ma anche dell’immenso Zlatan Ibrahimovic che è stato capace di trascinare la squadra lungo i momenti più difficili.
L’Inter: voto 6,5
All’Inter seconda in classifica il voto è 6,5. Un voto che potrebbe essere più alto ma non lo è per la grande qualità a disposizione del mister e per un gioco che spesso latita. L’Inter è stata la squadra italiana che ha riposato meno di tutto, ma era chiamata a migliorare il secondo posto della scorsa stagione in Serie A. Come? Combattendo fin dalle prime giornate per lo Scudetto, in un inseguimento che dura dieci anni. Tra i migliori di questa squadra c’è senza dubbio Niccolò Barella, l’uomo totale della squadra. Non esce mai dal campo, corre come una trottola senza guardare la posizione: trequartista, mediano davanti la difesa, mezzala: Barella è inesauribile, un centrocampista di classe internazionale. Anche nelle serate più buie di Champions League, lui non sfigura mai. E quando la palla scotta, come a Cagliari, non si fa pregare. È la certezza di Conte, l’insostituibile. Seguito a ruota da Romelu Lukaku. Big Rom torna carico dalle micro vacanze post Europa League, dove la sfortuna ci ha messo lo zampino e comincia fortissimo: è il capocannoniere del campionato, leader dentro e fuori dal campo. Ha sempre una buona parola per tutti e sforna alcune partite di dominio fisico assoluto. Adesso c’è da apporre il proprio sigillo sulla sua esperienza all’Inter, è arrivato il momento di vincere. Benissimo anche Hakimi. Il prospetto più interessante dell’Inter sembra aver preso le misure alla Serie A. Dopo una partenza convinta trova qualche difficoltà nel 3412 di Conte, che gli chiede spesso di alzarsi sulla linea degli attaccanti: Hakimi il meglio di sé quando parte da lontano e fa valere il suo sprint, unico in Italia. Quando Conte abbassa la squadra e gli lascia campo, sprigiona il suo talento: 5 gol, 3 assist per iniziare ad assaggiare la nuova realtà. È in crescita costante.
Da rivedere i vari Handanovic, Kolarov, Sanchez e lo stesso Conte che spesso si è dimostrato troppo rinunciatario.
La Juventus: voto 5
Alla Juventus il voto è piuttosto basso, anche perché i bianconeri occupano al momento il quinto posto in Serie A. un 5 visto che il 2020 è stato un anno interlocutorio però che vede la Juventus distante ben 14 punti dal Milan – anche se con una partita giocata in meno – ma che alla fine ha portato il 36 esimo scudetto della storia raggiungendo i titoli vinti dalle due squadre milanesi (entrambe ferme a 18). La stagione in corso ha visto un cambio epocale in panchina con l’arrivo di Pirlo che deve ancora ingranare, infatti i punti dalla vetta sono tanti – sempre con una partita in meno – a metà campionato. In squadra ha Cristiano Ronaldo che è il migliore in assoluto – a livello mondiale – in termini di reti segnate nel 2020.
Il Napoli: voto 6
Chiudiamo col Napoli che merita la sufficienza. Gli azzurri stanno cambiando pelle dopo aver giocato a lungo con il 4-3-3 e sposando il 4-2-3-1. In mezzo al campo manca forse qualcosa e pesano le assenze prolungate di Mertens e Osimhen, vero fulcro del gioco di Gattuso. A metà campionato, però, i risultati sono in linea con le prospettive iniziali e per questo il voto è 6.