Grillo indagato dalla Procura di Genova

Per la lettera che inviò alle Forze dell'ordine

redazione
07/02/2014
Attualità
Condividi su:

La Procura di Genova ha aperto un fascicolo su Beppe Grillo. Il leader del Movimento 5 Stelle, a quanto si apprende da fonti giudiziarie, è indagato per istigazione ai militari a disobbedire alle leggi. I pm genovesi hanno avviato l'inchiesta in seguito a un procedimento inviato da Roma dove era stato presentato un esposto da parte di alcuni deputati del Pd, dopo l'esortazione del leader del Movimento Cinque Stelle a non difendere più la classe politica e l'invito ai militari a unirsi alla protesta dei forconi.

 

Il leader del Movimento Cinque Stelle aveva esortato le forze dell'ordine a non difendere più la classe politica e a unirsi alla protesta dei forconi:

Lettera aperta di Beppe Grillo ai responsabili delle Forze dell'Ordine. Nella missiva - indirizzata a Leonardo Gallitelli, Comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Alessandro Pansa, capo della Polizia di Stato e Claudio Graziano, Capo di Stato maggiore dell'Esercito italiano - il leader M5S chiede alle Forze dell'Ordine di unirsi alla protesta scoppiata ieri in tutta Italia che, secondo Grillo, "può essere l'inizio di un incendio o l'annuncio di future rivolte forse incontrollabili".


"Alcuni agenti di Polizia e della Guardia di Finanza a Torino - scrive Grillo sul blog - si sono tolti il casco, si sono fatti riconoscere, hanno guardato negli occhi i loro fratelli. E' stato un grande gesto e spero che per loro non vi siano conseguenze disciplinari. Vi chiedo di non proteggere più questa classe politica che ha portato l'Italia allo sfacelo, di non scortarli con le loro macchine blu o al supermercato, di non schierarsi davanti ai palazzi del potere infangati dalla corruzione e dal malaffare. Le forze dell'Ordine non meritano un ruolo così degradante. Gli italiani sono dalla vostra parte, unitevi a loro. Nelle prossime manifestazioni ordinate ai vostri ragazzi di togliersi il casco e di fraternizzare con i cittadini. Sarà un segnale rivoluzionario, pacifico, estremo e l'Italia cambierà".
"Mi rivolgo a voi - scrive Grillo a Gallitelli, Pansa e Graziano - che avete la responsabilità della sicurezza del Paese. Questo è un appello per l'Italia. Il momento storico che stiamo vivendo è molto pericoloso. Le istituzioni sono delegittimate. La legge elettorale è stata considerata incostituzionale. Parlamento, governo e Presidente della Repubblica stanno svolgendo arbitrariamente le loro funzioni. E' indifferente che qualche costituzionalista, qualche giornalista, qualche politico affermi il contrario, questi sono i fatti, questo è il comune sentire della nazione".
"I partiti - prosegue il leader M5S - sono anch'essi delegittimati dai continui scandali, dalla trattativa Stato-mafia, dalla contiguità di alcuni loro membri con la criminalità organizzata, dall'indifferenza verso i problemi del Paese, dall'appropriazione indebita di 2,3 miliardi di euro di finanziamenti pubblici bocciati dalla volontà popolare attraverso un referendum. La gestione della cosa pubblica, dei servizi sociali, dalla sanità alla scuola alla sicurezza è allo sbando. L'economia è al tracollo, la disoccupazione, in particolare giovanile, sta arrivando a livelli intollerabili, la piccola e media impresa sta scomparendo".
"Il governo - per Grillo - è inesistente, capace solo di continue dichiarazioni di ottimismo subito smentite dai fatti il giorno seguente. I partiti hanno occupato ogni spazio, dall'economia, all'informazione, alla destinazione dei soldi pubblici per foraggiare le lobby da cui provengono spesso i loro appartenenti".
"L'Italia - incalza - ha perso la sovranità monetaria, la sovranità fiscale e si appresta a perdere ben presto anche quella economica con l'ipotesi più che probabile di essere strangolata dalle politiche recessive del Fondo Monetario Internazionale. Gran parte dei cittadini è tenuta all'oscuro della reale situazione in cui versa il Paese grazie a un regime di disinformazione che pone l'Italia al 70esimo posto per la libertà di stampa dopo molti Stati del cosiddetto Terzo Mondo. I disordini di ieri in tutta Italia sono per la maggior parte dovuti a gente esasperata per le sue condizioni di vita e per l'arroganza, la sordità, il menefreghismo di una classe politica che non rinuncia ad alcun privilegio, tesa soltanto a perpetuare sé stessa".
Duro il commento del Pd sulle parole di Grillo. "Beppe Grillo invita le forze dell'ordine all'insubordinazione, li sprona a non proteggere i palazzi delle istituzioni e dunque per conseguenza logica a non impedire le derive violente nei cortei. Questo appello è gravissimo e sicuramente destabilizzante, esattamente come vuole il suo autore". "Esula -aggiunge Fiano- dalle legittime opinioni politiche e calpesta inviolabili principi costituzionali per i quali le forze dell'ordine hanno come compito decisivo quello di assicurare la sicurezza delle istituzioni e dei cittadini, a prescindere dalle scelte politiche che si compiono nel nostro Parlamento democratico". "Grillo vuole scardinare i fondamenti della democrazia. Mentre da Torino, da Savona e da molte altre città si contano i feriti tra le forze dell'ordine e decine e decine di segnalazioni di minacce ricevute da negozianti per obbligarli alla serrata, non si può rimanere indifferenti a queste parole del leader dei Cinque Stelle, che sembrano provocazioni ma che possono diventare un pericolo reale", conclude il parlamentare del Pd.

Leggi altre notizie su Notizie Nazionali
Condividi su: