Tassa sugli smartphone e tablet, rassicurazioni dal Ministero: "Non esiste"

Infondato l'allarmismo sul rincaro consistente di costi e tariffe

a cura della redazione
05/02/2014
Attualità
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 "Non è prevista nessuna tassa su smartphone e tablet e le ipotetiche tariffe pubblicate in merito agli aumenti di costo sono infondate". Lo puntualizza il Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo rispetto alle notizie uscite a mezzo stampa su una nuova tassa sui telefonini nei prossimi giorni.

La norma a cui si fa riferimento è quella relativa all'equo compenso per i produttori di contenuti, regolata attraverso decreto ministeriale, in attuazione di una norma vincolante europea che impone rinnovi triennali. Il precedente decreto del 2009 è già scaduto e il ministro Massimo Bray "sta lavorando a una soluzione condivisa, nel rispetto e nella difesa del valore del diritto d'autore, ascoltando tutte le categorie interessate per raggiungere una decisione equilibrata nell'interesse degli autori, dei produttori di smartphone e tablet e, soprattutto, dei cittadini fruitori degli stessi".

Secondo alcune stime, la cifra da pagare sull'acquisto di uno smartphone potrebbe passare dagli attuali 90 centesimi ad oltre 5 euro, così come quella sui tablet mentre per il pc si arriverebbe a 6 euro. L'adeguamento potrebbe tuttavia essere assorbito dai produttori dei device, anche se è ipotizzabile un rincaro sui prezzi dei prodotti.

Ieri l'Adoc aveva detto che sarebbe ''in arrivo una nuova tassa sui prodotti tecnologici, il cosiddetto 'equo compenso', che peserà principalmente sulle tasche dei consumatori, in particolare la fascia dei giovani under 25, penalizzando enormemente lo sviluppo della cultura e della tecnologia''. L'associazione si è detta ''assolutamente'' contraria all'imposta sui dispositivi con memoria digitale, il cui importo potrebbe essere aumentato addirittura ''fino al 500%, dai 5 euro per gli smartphone ai 40 euro per i decoder''. ''Ci saranno prodotti, come le chiavette usb, che avranno un costo reale inferiore al costo delle tasse applicatevi'', ha spiegato il presidente Adoc Lamberto Santini. Per l'associazione la tassa, su cui l'ultima parola spetta al ministero dei Beni culturali, ''penalizza soprattutto i prodotti più a basso costo, e quindi più accessibili, a discapito dei consumatori, in particolare la fascia di popolazione under 25'' dato che ''su questi si scaricheranno i maggiori costi sostenuti da produttori e commercianti che, a loro volta, subiranno un danno notevole dal calo delle vendite''.

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