Il tormento delle donne per le insidie dell’uomo violento è l’opera prima di Nello di Micco.
Nello Di Micco, nato a Napoli il 10 gennaio 1989, è uno psicologo libero professionista, iscritto all’Ordine degli psicologi del Lazio. Ospite in diverse trasmissioni televisive, radiofoniche e curatore di rubriche di psicologia su magazine nazionali, vive e lavora a Caserta, dove svolge attività clinica nel suo studio privato. Lo psicologo si occupa di violenza di genere aiutando le donne che stanno vivendo una situazione di disagio emotivo o esistenziale legato a momenti critici della vita. Spesso è impegnato in progetti di prevenzione ed interventi educativi nelle scuole di diverso ordine e grado. Nel febbraio del 2019 si cala nelle vesti di scrittore e approda sul mercato editoriale con Il tormento delle donne per le insidie dell’uomo violento.
Il tormento delle donne per le insidie dell’uomo violento: Sinossi
"Essere donna è un’avventura impegnativa ed allo stesso tempo affascinante.
Essere donna significa essere impegnata in una sfida continua, lungo un’esistenza tutt’altro che noiosa: se da una parte si hanno di fronte esempi di donne che, con umiltà e con fatica hanno fatto il possibile per ottenere libertà e diritti, per realizzare i propri obiettivi, una carriera lavorativa brillante, oltre che una famiglia, impegnandosi dentro e fuori casa con dedizione, dall’altro si possono incontrare donne maltrattate, che soffrono in silenzio perché vittime di discriminazioni, di violenza di ogni tipo, ad opera di uomini-mostri.
Quelle che possono configurarsi come conquiste di civiltà, di femminismo, possono ancora mascherare condizioni di raccapriccianti soprusi ed atti di forza da parte dell’uomo.
Diviene sempre più legittimo valorizzare le differenze tra le persone, più che tra i sessi, ma, allo stesso tempo occorre strappare il velo dell’indifferenza di fronte alle mortificazioni anche violente che purtroppo la donna è ancora costretta a subire e sopportare, isolata troppo spesso nel proprio dolore ed incapace di reagire e di difendersi.
Oltre ad una questione di affermazione sociale, l’esistenza della donna può essere contaminata dalla piaga degli abusi cui può essere costretta a sottostare e che ha il diritto e dovere di combattere e debellare"
Nello di Micco dà voce a quelle donne che, attraverso i loro silenzi, i loro sguardi, i loro pianti, con grande coraggio e dignità mettono in parola la loro sofferenza: donne straordinarie che hanno deciso di voltare pagina nonostante la paura, la fatica e la solitudine e di alzare la testa e ritrovare il sorriso. Un’opera che l’autore stesso afferma di non aver scritto da solo, bensì grazie all’aiuto di tutte quelle storie, di quei confronti, di quelle chiacchierate che quotidianamente avvengono nel suo studio con decine di donne.
“Sono particolarmente felice ed emozionato – dichiara l’autore - perché sono riuscito a realizzare un sogno che porto con me da sempre sebbene il poco tempo a disposizione, gli imprevisti, gli impegni lavorativi. ‘Il tormento delle donne per le insidie dell’uomo violento’ è un libro per le donne che, insieme a me, hanno deciso di dire no alla violenza sul sesso femminile e per quelle che vogliono approfondire il tema della violenza di genere e scoprire quali siano i segnali, i comportamenti, gli atteggiamenti da non sottovalutare all’interno di una relazione di coppia e per tutte coloro che vogliono aiutare le altre donne a contrastarli"
Il libro è una sorta di scrigno, di diario segreto, dove ogni donna ha nascosto il segreto dei propri soprusi, delle proprie violenze e sopraffazioni. Al lettore il riguardoso compito di spezzare il catenaccio, cogliere la parte più preziosa e delicata di ogni racconto e farne sua ogni parola per poterne diffondere il messaggio: le pagine trasudano intimità, sofferenza ma anche una forza ineguagliabile di farcela e di rialzarsi, di "trovare il coraggio di reagire e di rialzare la testa" come si legge nella prefazione del libro.
Purtroppo, la violenza sulle donne è diventato un tema di trattazione costante, dunque è fondamentale tenere alta l'attenzione. In questo attuale periodo storico mentre il mondo sta affrontando la pandemia di Covid c'è qualche donna che sta combattendo contro un marito violento. Se per qualcuno le mura di casa hanno e stanno rappresentando un nido di protezione per qualcun altro sono le sbarre di una gabbia.
Lo scrittore e psicologo Nello di Micco, a questo proposito, fa una riflessione:
“Una vittima che è a contatto con il suo carnefice, vive una paura emotiva costante. È sul filo del rasoio. Si sente insignificante. Una donna che subisce una qualsiasi forma di violenza è vulnerabile, perché questa produce degli effetti dal punto di vista psicologico e fisico: attacchi di panico, ansia, angoscia, problemi fisici, somatizzazione, insonnia e problemi alimentari. I maltrattamenti fisici sono l’effetto, la punta dell’iceberg che sottende altre vessazioni molto più subdole: umiliazioni, offese e denigrazioni. La violenza psicologica si insidia gradualmente nella vittima fino a sottometterla. Il lockdown ha innescato ed intensificato ancor di più uno stato di frustrazione. In questo confinamento forzato l’unico strumento di salvezza per queste donne e spesso anche per i figli, spettatori degli abusi, è rappresentato dal cellulare e dalla possibilità di chiamare i centri di ascolto, di antiviolenza o gli psicologi" e aggiunge " Il primo passo è proprio quello di tramutare in parole quel malessere che ognuna si trascina. Bisogna mettersi in ascolto senza giudicare. Bisogna fare un’analisi profonda, ricostruire la storia della donna, della coppia e soprattutto del carnefice. Ogni storia è singolare. Ciascun racconto è autentico ed è il particolare a fare la differenza. Una donna che subisce violenza deve sempre denunciare e chiedere aiuto alle Forze dell’ordine, indipendentemente dalla condizione in cui riversa, seguita e supportata da psicologi, centri specializzati. La rete principale di aiuto deve essere in primis la famiglia e gli amici, è fondamentale non lasciare una vittima da sola perché la violenza lascia segni indelebili”.
Il libro in questo senso si configura come un importante spunto di riflessione tanto per gli uomini che per le donne. Una vittima di violenza oltre a sopportare le sopraffazioni psicologiche e le botte non deve subire i sorrisini beceri, gli sguardi di pietà, il "è colpa sua", il "se l'è cercato", guarda come "è vestita succinta". Nulla giustifica la violenza. Oltre a pretendere rispetto dagli uomini è bene riscoprirlo anche tra donne. Ognuno anziché lasciarsi andare in commenti senza fondamento deve imparare a tendere la mano, ad ascoltare, perché solo così una vittima può sentirsi sicura, abbattere il muto della vergogna che la tiene prigioniera e ritornare ad essere libera.