Il DVR (documento di valutazione dei rischi) è una risorsa fondamentale (e obbligatoria!) per gestire al meglio i rischi all'interno di un'azienda.
Questo importantissimo documento deve essere redatto dal Datore di Lavoro per valutare le condizioni dell'attività e prevenire i possibili infortuni che potrebbero colpire i lavoratori. Se, per esempio, un Datore di Lavoro deve valutare i rischi all'interno di un ufficio, dovrà prestare attenzione alle fonti di rumore, alla posizione che assumono i dipendenti mentre siedono alla scrivania, se le misure antincendio siano efficaci ecc. Da questo punto di partenza, con l'Aiuto del Medico del Lavoro e del Responsabile di Servizio di Prevenzione e Protezione, elaborerà delle strategie per prevenire gli infortuni sul lavoro, come visite periodiche, corsi sulla sicurezza, modifiche alle strutture e molto altro.
Una copia del documento va consegnata al Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) che lo firma per presa visione.
Il DVR e i cambiamenti nel tempo
Con il passare del tempo, però, una serie di eventi potrebbero richiedere una revisione del DVR. Pensiamo solo a ciò che è successo nell'ultimo periodo con il Covid-19, a quante abitudini, soprattutto sul lavoro, sono cambiate. I Datori di Lavoro hanno dovuto prestare ancora più attenzione all'igiene degli ambienti, dei dipendenti, alle distanze di sicurezza, agli orari di lavoro ecc.
Quindi, in quali casi il DVR va aggiornato?
La revisione deve avvenire indicativamente ogni tre anni, ma soprattutto quando avvengono cambiamenti nella produzione, nell'organizzazione, nella nomina di nuove figure professionali o in caso di infortuni.
Nello specifico, il DVR va obbligatoriamente aggiornato in caso di cambiamenti all'interno dell'ambiente di lavoro: acquisto di nuovi macchinari, ristrutturazioni, cambi di sede o
traslochi. Ovviamente, modifiche strutturali di questo tipo introducono nuovi rischi che devono essere attentamente valutati.
Un altro caso che richiede la revisione del DVR è un cambio organizzativo nell'organigramma dell'azienda: se vengono introdotti nuovi ruoli, nuove figure professionali e addetti alle emergenze, bisogna anche comprendere quali rischi siano legati a una specifica mansione e gestirli al meglio. Pensate, poi, a ciò che è successo negli ultimi mesi a causa del Covid-19: le norme vigenti in materia di sicurezza sul lavoro sono state aggiornate per contrastare il rischio biologico e i Datori di Lavoro hanno dovuto aggiornare i DVR per ridurre a zero i contagi nelle proprie aziende. Qualsiasi modifica ai decreti riguardanti la sicurezza sul lavoro influisce sul DVR, che deve essere obbligatoriamente aggiornato.
Infine, se un controllo sanitario in azienda dovesse rilevare nuovi rischi o compaiono casi di infortunio o malattie professionali, allora è richiesta la revisione del DVR. Queste regole valgono per tutte le aziende, anche quelle con meno di una decina di dipendenti. Tutte le aziende sono tenute a redarre un DVR completo.
Mancata redazione o aggiornamento del DVR
Redarre il DVR è uno degli obblighi inderogabili del Datore di Lavoro. Questo documento è fondamentale per la tutela della sicurezza del lavoratore e la mancata stesura comporta l'esposizione dei dipendenti a maggiori rischi. Per questo, in caso di inadempimenti del Datore di Lavoro emersi durante dei controlli o a seguito di gravi infortuni, verrà applicata una salata sanzione che va dai 3000 euro fino ai 15000 euro. Nei casi più gravi, il Datore di Lavoro rischia anche una pena detentiva fino a 8 mesi o la sospensione dell'attività imprenditoriale.