Quello che sta vivendo Beirut dalle 18.00 di ieri sera è un disastro che ha dell'apocalittico. I reportage molto dettagliati già editi a livello nazionale e internazionale, raccontano di quanto non serva neanche avvicinarsi al luogo dell'esplosione per capire l'entità della tragedia. Palazzi sventrati e strade sommerse dalle macerie, volti insanguinati, urla, automobili schiacciate dagli alberi, distributori di benzina in fiamme. Questi sono solo alcuni particolari dello scenario che ha immediatamente seguito l'esplosione nel porto della città, evento di cui non sono ancora note le cause. Si parla infatti di un incidente ma nessuno sembra ancora smentire l'ipotesi terroristica. Ciò che è noto, è che la deflagrazione è stata innescata da un incendio e alimentata da almeno 2750 tonnellate di nitrato di ammonio stoccate da anni nel porto. Sebbene non sia la causa primaria quindi, questo composto chimico sembra essere stato l'artefice dei gravissimi danni arrecati alla capitale libanese.

Nitrato di ammonio
Può sorprendere, ma il sale di ammoniaca con acido nitrico (NH4NO3) è ritenuto piuttosto sicuro, e per questo è ampiamente impiegato in contesti industriali. È innanzitutto un composto azotato eccellente come concime nel settore agricolo, principalmente per l'azoto del gruppo nitrato immediatamente utilizzabile dalle piante, come anche per quello del gruppo ammoniacale, a lento rilascio. Inoltre, il nitrato di ammonio è ideale come ghiaccio istantaneo, in quanto reagisce endotermicamente con l'acqua, vale a dire che sottrae calore all'ambiente in ogni reazione. Tuttavia, l'impiego più importante di questo composto è rivolto alla produzione di esplosivi. Il suo bilancio dell'ossigeno positivo e i suoi costi poco elevati, rendono il nitrato di ammonio ideale come base per le miscele esplosive come ammonal e ANFO. La sua bassissima sensibilità all'innesco rende gli esplosivi in questione adatti a usi civili, o comunque a contesti in cui sia necessaria una certa sicurezza d'uso. Il composto infatti, alimenta esplosioni poco esotermiche (che apportano calore all'ambiente), e questa caratteristica rende gli esplosivi in questione molto sicuri nelle miniere. Proprio la sua facile reperibilità e il fatto di essere economico, ha tuttavia reso questo sale un prodotto molto gettonato anche dalle organizzazioni terroristiche nella fabbricazione di esplosivi a basso costo. Proprio per questo, attualmente la sua commercializzazione è disciplinata dai Regolamenti CE 2003/2003 e 552/2009.
Ciò che tuttavia spaventa ora le autorità di Beirut è la conseguenza ambientale dell'esplosione, insieme alle dirette ripercussioni sulla salute pubblica. Il prodotto della combustione del nitrato di ammonio è proprio il protossido di azoto (N2O o monossido di diazoto) insieme a NO e NO2 (diossido di azoto) come sottoprodotti. Il principale effetto collaterale del protossido di azoto consiste nella depressione del sistema nervoso centrale, che ad alte concentrazioni provoca effetti anestetici. A basse concentrazioni i sintomi variano da stati di vertigine, mal di testa o nausea. Gli effetti del diossido di azoto sono invece apparentemente più blandi, ma comunque nocivi. Provocano irritazione oculare, nasale o a carico della gola e tosse. Possono verificarsi alterazioni della funzionalità respiratoria in soggetti sensibili, come bambini, persone asmatiche o affette da bronchite cronica. Una sintomatologia delle prime vie aeree, in soggetti con patologie polmonari, può manifestarsi già a concentrazioni di 0,2 mg/m3.
Attualmente, non è noto a quanto ammonti la concentrazione in atmosfera di queste sostanze a Beirut, ma il rischio che tali agenti inquinanti si accumulino in assenza di ventilazione è molto alto e, dalle presunte quantità di nitrato di ammonio stoccate al porto prima dell'esplosione, si possono immaginare concentrazioni sicuramente nocive per la popolazione locale, senza pensare alle eventuali piogge acide che potrebbero innescarsi in questi giorni in caso di precipitazioni atmosferiche.