Numerosi episodi di violenza e minacce si registrano negli istituti penitenziari italiani ed a subire le conseguenze sono sempre gli agenti che vi operano. Frutto degli organici ancora carenti e delle misure inerenti alla vigilanza dinamica adottati in molte carceri d'Italia. La situazione è allarmante e, a pagarne le spese sono gli agenti di Polizia Penitenziaria, costretti a lavorare in luoghi poco sicuri per la loro incolumità.
Un episodio di violenza, infatti, si è registrato qualche giorno fa, quando un detenuto di origini egiziane e con problemi psichici avrebbe sporcato di sangue la maglietta di un agente che tentava di bloccarlo nelle sue azioni di autolesionismo. Un'altra aggressione, invece, riguarda un operatore di polizia intento a svolgere la battitura nelle grate di ferro della finestra. A Torino, un altro detenuto avrebbe aggredito senza apparente motivo un agente della Polizia Penitenziaria che è stato subito accompagnato per le cure del caso all’Ospedale Maria Vittoria di Torino. L'ultimo episodio risale alla giornata di ieri, quando un detenuto aggressivo si sarebbe scagliato contro alcuni agenti, che sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso.
A denunciare i recenti episodi di violenza sono i sindacati Sinappe, Uilpa, Uspp, Cnpp, FpCgil e Sippe. "Questi fatti avvengono ogni giorno. Soggetti, sempre stranieri di religione islamica, mandano facilmente imprecazioni nei confronti del personale, anche minacciando 'il taglio della gola'". Stando a quanto affermato dalle stesse organizzazioni sindacali, infatti, le carceri sono diventate veramente ingestibili per colpe ben chiare che riguardano un’amministrazione penitenziaria sempre più lontana dalla realtà. La carenza degli organici è divenuto ormai un punto cruciale, sulla quale il capo del DAP Bernardo Patralia e il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede dovranno dare una risposta concreta, al fine di evitare altri episodi critici e garantire una maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro degli agenti penitenziari.
Alla luce dei recenti avvenimenti di cronaca, anche i candidati del concorso per l’arruolamento di 754 allievi agenti continuano a richiedere a gran voce assunzioni straordinarie mediante lo scorrimento della loro graduatoria. Purtroppo, le 650 assunzioni previste dal Decreto Rilancio sono solo briciole e non riuscirebbero a coprire i pensionamenti attuali. Si tratta di un ennesimo flop del ministero della Giustizia, poco attento, e ancor di più poco sensibile alle reali esigenze degli istituti penitenziari italiani e, soprattutto alla sicurezza per gli agenti che, ogni giorno sono costretti ad operare rischiando la loro incolumità.