Baldassare: “il decreto è incostituzionale”

L’ex presidente della Corte costituzionale spiega perché il Dpcm sarebbe illegittimo

28/04/2020
Attualità
Condividi su:

L’ultimo discorso del presidente Conte ha sollevato qualche polemica, soprattutto per la questione dei “congiunti”, termine che ha fatto molto discutere.

A tal proposito l’ex presidente della Corte costituzionale, Antonio Baldassarre, afferma che “limitare le libertà con un Dpcm è un atto incostituzionale. Inoltre, la limitazione ai congiunti è discriminatoria e illegittima perché nasconde una concezione del familismo assurda e fuori dalla realtà sociale attuale”. Il costituzionalista spiega che il termine “congiunti” indicato nel decreto può essere usato come sinonimo di parenti ma mai affini ed esclude certamente gli amici attraverso un pregiudizio familistico. Privilegia, poi, in modo incostituzionale e discriminatorio chi è legato da un rapporto affettivo diverso dalla classica famiglia.

Vengono escluse, in questo modo, le coppie di fatto, che convivono senza legame di parentela o affinità. Prosegue così, Baldassarre: “nella nostra Costituzione c'è un dovere di solidarietà: le associazioni a difesa degli interessi solidali chiedano dunque di cambiare il Decreto e che sia consentita l'uscita a tutti, per considerevoli motivi di solidarietà sociale". Anche il giurista Cassese ha denunciato che "ci si sta approfittando di una situazione grave con disposizioni costituzionalmente assolutamente illegittime".

Baldassarre critica anche l’uso autoritario del “noi” che Conte ha impiegato spesso nel suo discorso. "C'è una concezione autoritaria dietro al 'noi consentiamo' di Conte. Deriva dal fatto che il Dpcm è un atto amministrativo individuale. Prevede limiti alle libertà costituzionali che non hanno base in un atto legislativo. Dunque, se il premier disciplina tutto attraverso il Dpcm è chiaro che dica: 'io, noi'. È lui che concede, dall'alto della sua autorità, quello che deve esser fatto. Esattamente l'opposto di quello che prevede la Costituzione dei diritti del cittadino, dell'uomo, della persona umana", questo il commento del costituzionalista.

Conclude con un’opinione sul tema delle messe "Anche qui c'è un arbitrio autoritario: Se io faccio entrare le persone in un supermercato con il rispetto del distanziamento sociale, perché non in una chiesa? Mangiare è un bisogno fondamentale, ma anche il culto per un credente. Per la Costituzione - conclude - sono pari libertà quella al sostentamento e quella spirituale".

Leggi altre notizie su Notizie Nazionali
Condividi su: