Ultimi dati sulla libertà di stampa nel mondo, l’Italia è al quarantunesimo posto

Decennio decisivo per il giornalismo a causa del coronavirus

Marica Marietti
27/04/2020
Attualità
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È stata pubblicata la relazione annuale di Rsf (Reporters Sans Frontières), con i dati relativi alla libertà di stampa nel mondo. Questo decennio, riporta l’associazione, sarà molto delicato e importante per il mondo del giornalismo poiché la pandemia evidenzia e amplifica le crisi che non sempre sono denunciate liberamente a causa delle pressioni governative.

Nell’ultimo report al primo posto si colloca la Norvegia cui seguono la Finlandia e la Danimarca, un dominio nordeuropeo dunque, per tutta la prima parte di classifica. Buoni anche i dati di Giamaica, Costa Rica ed Estonia, tutti entro le prime 14 posizioni. Prima dell’Italia anche Repubblica Ceca, Botswana, Burkina Faso e Trinidad e Tobago. Francia e Regno Unito si collocano poco prima di noi (34esimo e 35esimo posto) mentre gli Stati Uniti sono dopo l’Italia, al 45esimo posto. Male per la Grecia al 65esimo posto. Come si poteva immaginare, chiude la fila la Corea del Nord, sotto il regime di Kim Jong-un, al 180 posto.

La situazione dell’Italia, situata al 41esimo posto, è lievemente migliorata rispetto all’anno precedente (era 43 esima) nonostante abbia un punteggio minore del 1.29 per cento. Ciò che pesa in Italia è, sostanzialmente, la mafia. Ci sono almeno una ventina di giornalisti sotto scorta che subiscono minacce o tentativi di omicidio da parte delle organizzazioni criminali e il livello di minacce e violenza contro i giornalisti cresce soprattutto a Roma e nelle regioni del sud. Il documento di Rsf sottolinea anche gli attacchi ai giornalisti da parte dei gruppi neofascisti e del Movimento 5 stelle e conclude così “nel complesso, i politici italiani sono meno virulenti nei confronti dei giornalisti rispetto al passato, ma il giornalismo rischia di essere indebolito da alcune recenti decisioni del governo, come una possibile riduzione dei sussidi statali per i media.”

Globalmente, la categoria dei giornalisti è a rischio. Il loro lavoro è spesso preso di mira dai governi o dalle associazioni criminali che alimentano odio e violenza a scapito del diritto all’informazione e della libertà.

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