Il succo del discorso è che:
- i soldi non ci sono ancora (ci stiamo lavorando)
- molte chiusure sono prolungate (anche in regioni con contagi ridicoli)
- molte aperture ostacolate (con dispositivi da ufficio complicazioni affari semplici)
Delle due l’una: o si riapre subito e senza tanti orpelli oppure lo Stato (se applica eguaglianza fra i cittadini e non distingue fra una maestra e una barista) deve indennizzare coloro che tiene chiusi e deve farlo con stanziamenti (o stampamenti) a fondo perduto e non certo con prestiti bancari spacciati per aiuti.