Ciclo mestruale e coronavirus. Perché potrebbero esserci disfunzioni e perché non dovremmo preoccuparcene

Marica Marietti
19/04/2020
Attualità
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Il coronavirus, che ha cambiato così profondamente le nostre abitudini ha stravolto anche i ritmi biologici. Il ciclo sonno – veglia di molti ha subito forti alterazioni, la salute psicologica è compromessa per svariati motivi e anche il ciclo mestruale ne risente.

L’ansia, il confinamento domestico, il semplice cambio di abitudini possono portare conseguenze negative e alterazioni del ciclo mestruale. L’equilibrio del nostro corpo è sensibile ed è comprensibile che in questo periodo non tutto vada come deve andare.

Alcune soffrono una sindrome premestruale più intensa, altre hanno ritardi o mestruazioni direttamente saltate. Secondo la ginecologa Stefania Piloni possono esserci due conseguenze diverse, in base a come si reagisce alla situazione di pericolo. Chi risponde in modo positivo, e chi si lascia prendere dall’ansia. Soprattutto in questo ultimo caso possono esserci delle complicazioni. L’ansia, infatti, fa aumentare la produzione di cortisolo, un ormone secreto dalle ghiandole surrenali che è strettamente legato all’ovaio. Una delle conseguenze di questo può essere il ciclo a spotting, cioè delle piccole perdite ematiche prolungate anche per più giorni rispetto alle mestruazioni normali. Da qui potrebbe poi normalizzarsi, partire in maniera più importante del solito oppure arrestarsi e tornare al ciclo successivo.

In qualsiasi caso non c’è da allarmarsi, non è detto che ci sia qualcosa che non va, all’opposto, non bisognerebbe aggiungere ulteriore ansia. L’ideale sarebbe mantenere un atteggiamento positivo e crearsi una routine fatta di sane abitudini. Dormire bene, mangiare pochi grassi, dedicare del tempo all’attività fisica e al benessere sessuale.

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