Lettera degli insegnanti di religione ai Presidenti delle Camere

Filippo Ortenzi
23/03/2020
Attualità
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Alla cortese attenzione di Senatrice Maria Elisabetta Alberti Casellati - Presidente del Senato della Repubblica Onorevole Raffaele Fico - Presidente della Camera dei Deputati Onorevole Gabriele Toccafondi – Primo firmatario emendamento 1.052 a  SE Rev.ma Mons Mariano Crociata - Presidente della Commissione Episcopale per l'educazione cattolica, la scuola e l'università Gent.mo don Daniele Saottini – Responsabile dell'Ufficio IRC presso la CEI

Tutti noi, insegnanti di religione – credeteci: davvero tutti – siamo rimasti senza parole di fronte alla recente approvazione dell'emendamento presentato dall'On. Gabriele Toccafondi in Commissione Cultura/Lavoro e che ormai è parte integrante del testo del DdL che sarà votato in aula alla Camera dei Deputati il 25 p.v. Noi, insegnanti di religione non di ruolo (docenti idonei al concorso 2004 ma mai immessi in ruolo, docenti precari da 36 mesi – limite temporale fissato dalla normativa europea per l'uso dei contratti a termine – a oltre vent'anni di servizio e docenti con qualche anno di servizio sulle spalle) ma anche docenti di ruolo, riteniamo che questo emendamento sia profondamente ingiusto! Così com'è concepito e formulato esso non rispecchia adeguatamente le nostre istanze. Nessuna categoria di docenti ha atteso e sta attendendo da così tanto tempo una giusta stabilizzazione e ora sentir parlare di concorso ordinario ci scoraggia e ci delude, non perché ci sentiamo messi alla prova nella nostra preparazione culturale, frutto anche di tanti anni di esperienza didattica ma perché ancora una volta veniamo considerati il fanalino di coda della scuola italiana e perciò trattati diversamente dagli altri precari. Tutti noi insegnanti di religione 'precari storici', docenti con più di 36 mesi di servizio sulle spalle chiediamo la modifica dell'emendamento auspicando sia corretto come segue: NO ad un concorso ordinario. Scorrimento alla graduatoria degli idonei del 2004. Concorso per soli titoli e servizio in analogia a quello di Trento e Bolzano del 2018. Istituzione di una graduatoria ad esaurimento. Noi prendiamo le distanze da questo emendamento che non ci piace e auspichiamo vivamente un intervento autorevole dei rappresentanti della Conferenza Episcopale Italiana a favore del precariato, pensiero già ripetuto in più occasioni da papa Francesco, un intervento che prenda le distanze da questo emendamento che non risolve profondamente il problema di noi IDR precari e crea tanta amarezza, un intervento a favore di chi da tanti anni spende professionalità e competenza a servizio della cultura italiana. Con stima Rosalia Granata

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