I fatti della settimana

Le nuove misure per contenere il coronavirus e la situazione economica

22/03/2020
Attualità
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Con l’aggravarsi della pandemia da Coronavirus, il Governo è impegnato a valutare l’adozione di nuove misure per contenere i contagi. I controlli effettuati dalle forze dell’ordine nei giorni scorsi evidenziano come siano ancora troppe le uscite ingiustificate da parte dei cittadini. Per questo Palazzo Chigi non esclude l’ipotesi di chiusura delle attività produttive, professionali e commerciali non indispensabili, oltre ad eventuali limitazioni per i trasporti pubblici e per l’attività motoria all’aperto. Si tratta delle richieste avanzate dal governatore della Lombardia, Attilio Fontana, sostenuto dal leader della Lega Salvini, secondo il quale dovrebbe procedere in autonomia in assenza di un via libera dall’Esecutivo.
 
Sulle limitazioni agli orari di apertura dei supermercati e dei negozi si dividono, invece, le Regioni. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha firmato oggi un'ordinanza che dispone la chiusura dei negozi nei giorni festivi, oltre a quella di parchi e giardini pubblici. Contrario l’assessore al welfare lombardo, Giulio Gallera, che ha descritto la scelta di Zaia come un grave errore. Anche Matteo Renzi è intervenuto nel dibattito ribadendo che la riduzione degli orari dei negozi creerebbe ancora problemi come code e assembramenti.
 
Il Governo dovrà prendere una decisione anche in merito alla data di riapertura delle scuole, che quasi certamente sarà prorogata oltre il 3 aprile. Nei corridoi del Ministero dell’Istruzione circolano due ipotesi: la settimana successiva alle vacanze di Pasqua, oppure metà maggio. Non è escluso, tuttavia, che l’anno scolastico possa terminare senza il rientro degli studenti sui banchi di scuola: in ogni caso la Ministra Azzolina ha assicurato che l’anno scolastico sarà salvo con le prove di maturità che presumibilmente saranno adattate alla situazione.
 
Il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ha annunciato che i militari impegnati nell’operazione “Strade Sicure” saranno a disposizione degli amministratori locali per vigilare sul rispetto delle restrizioni da parte dei cittadini. Nella giornata di ieri sono arrivati i primi contingenti in Campania e in Sicilia, mentre altri hanno hanno iniziato ad operare oggi a Milano.
 
Il Parlamento, invece, si accinge ad esaminare il Decreto “Cura Italia”, contenente misure di sostegno alle imprese, alle famiglie e al sistema sanitario e che potrebbe assorbire anche gli altri due decreti licenziati precedentemente dal Consiglio dei Ministri. Tra maggioranza e opposizione cresce la tensione sulla procedura di approvazione. La Lega, infatti, si è opposta fermamente all’ipotesi di ridurre al minimo le sedute parlamentari. Il vicesegretario del PD, Andrea Orlando, ha chiesto al Carroccio di sospendere l’ostruzionismo per fornire risposte immediate al Paese. La Conferenza dei Capigruppo di Palazzo Madama ha comunque optato per la procedura decisionale ordinaria, che coinvolge le diverse Commissioni e l’Aula.
 
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato al Premier Conte e ai leader dell’opposizione Berlusconi, Salvini e Meloni per rivolgere loro un invito all’unità, visto il momento drammatico che sta attraversando l’Italia. Salvini, pur esprimendo al Capo dello Stato la massima disponibilità a collaborare, ha però chiarito che non intende soprassedere sulle proposte raccolte dalla Lega, ribadendo la necessità di un anno bianco fiscale per il 2020 e la contrarietà agli sconti di pena per i carcerati prossimi al termine della detenzione.
 
Intanto da Francoforte la Banca Centrale Europea ha annunciato il Pandemic Emergency Purchase Programme: un’integrazione al quantitative easing da 750 miliardi di euro per sostenere l’Eurozona colpita dall’emergenza economica causata dal COVID-19. Il Premier Conte - il cui gradimento da parte degli italiani sembrerebbe in crescita - ha proposto l’emissione di cosiddetti “Coronavirus bond” con i quali il Governo potrà finanziare le misure necessarie. Il Presidente del Consiglio, in un’intervista al Financial Times, ha avanzato anche la proposta di distribuire i 500 miliardi di euro del Fondo Salva Stati (MES) tra gli Stati Membri impegnati a fronteggiare la crisi: un’ipotesi non particolarmente gradita al reggente M5S Vito Crimi, che ha affermato di non credere al MES senza condizioni e senza vincoli.
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