L’equinozio di primavera è un evento legato a molti miti fantastici e magici. Per quasi tutte le culture questo è il periodo della rinascita, dei colori, della luce e della vita. Infatti è la stagione della rinascita della natura, dopo mesi di freddo, spunta il primo caldo sole, i fiori sbocciano e gli animali si svegliano dal letargo.
Nel mondo latino la dea della primavera era Flora (da flos, floris, “fiore”), regolava lo sbocciare dei fiori e presiedeva al risveglio primaverile e a tutto ciò che sboccia: gioventù, sensi amorosi, belle speranze. La sua origine potrebbe derivare addirittura dalla divinità etrusca Feronia ma era associata alla Chloris greca.
Nella storia e attraverso le culture, ci sono diverse feste dedicate alla Primavera, la più antica sembra risalire a 4700 anni fa. In Egitto si celebrava Sham El Nessim (fiutare il vento) una ricorrenza legata all’agricoltura. In base agli annali di Plutarco, durante questa festa gli antichi egizi offrivano pesce salato, lattuga e cipolle alle divinità. Anche oggi viene celebrato questo giorno in Egitto. Le strade e i prati si riempiono di gente, coperte e colori, vengono organizzati pic nic per godere della brezza primaverile che rinvigorisce chi la respira. Si mangiano le uova (simbolo della rinascita e del Cosmo).
Nell’usanza celtica invece si festeggia Beltaine, “fuoco luminoso”. La festa dedicata al dio della luce vedono riti svolti intorno a grandi falò, simbolo d’ispirazione, di forza che spinge al movimento, risveglia i sensi e chiama a stare all’aria aperta. In questo giorno i celti facevano passare il bestiame attraverso fuochi “purificatori”. I giovani invece saltavano sopra le fiamme per ingraziarsi la fortuna nella ricerca della propria metà, i viaggiatori per assicurarsi un viaggio sicuro e le donne gravide un parto facile. Un giorno allegro di festa, con danze per la fecondità e druidi che officiavano rituali di benedizione per la terra, affinché desse i suoi frutti. Nelle tradizioni celtiche più moderne, l’Equinozio è chiamato Alban Eiler, “luce della Terra”, a ricordare che il sole si trova perfettamente sopra l’Equatore celeste.
Per i nordici c’è la festa di Ostara, la dea dell’alba e in particolare nella tradizione scandinava troviamo Freya. Per tutti il tema principale è la rigenerazione, il passaggio dal mondo sotterraneo al risveglio, dall’inverno, collegato al letargo, si passa ala rinascita della Natura e della spiritualità.
Tutte queste feste primaverili, si sono fuse e confuse con le celebrazioni cristiane. Nei paesi di lingua germanica la parola Pasqua corrisponde ai termini Oster oppure Easter, derivanti dal nome della divinità Eostre, personificazione della Primavera. Non solo il nome, ma anche alcuni simboli sono accomunate a tradizioni più antiche come il coniglio pasquale e le uova colorate. Il coniglio (o la lepre) sono il simbolo della dea e nel giorno dell’Equinozio le venivano offerte uova di serpente dipinte. Inoltre si racconta che Eostre fosse una dea lunare sposa di un dio solare morto qualche giorno prima dell’Equinozio di primavera. Prima di morire però, aveva fecondato la dea con il suo seme per tornare alla vita come figlio e sposo della dea.
Tutte tradizioni molto simili, a riprova, ancora una volta che la storia del mondo è un susseguirsi di avvenimenti uguali, dipendenti dalle persone che hanno sempre gli stessi bisogni e le stesse fantasie nonostante le culture e le generazioni.