Il primo governo Conte e i video poker: una guerra abbozzata e solo rimandata?

Il tentativo del primo esecutivo dell’avvocato di limitare la distribuzione dei giochi di scommesse

13/09/2016
Attualità
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Il primo governo Conte è ormai un ricordo lontano, dopo che il leader della Lega Matteo Salvini ha deciso di staccarne la spina in agosto, eppure il suo breve esecutivo verrà ricordato anche per la guerra, invero solo abbozzata, contro i video poker e più in generale i giochi di scommesse. L’alleanza grillino-leghista si era infatti mossanella direzione di ridurre le slot machines presenti su tutto il territorio italiano fino alla loro messa al bando, o così almeno aveva sostenuto l’esponente del Movimento 5 Stelle Endrizzi. Quest’ultimo,durante un’intervista per un quotidiano digitale, aveva parlato di “strategia d’uscita dal machines gambling”,da intendersi come un programma pensato per colpire quelle forme di azzardo a bassa latenza che provocano più facilmente ludopatia.Il contrasto a questa patologia sarebbe -a suo dire- risultata efficace diminuendo il numero di AWP (slot da bar)e limitando sensibilmente la pubblicità legata alle scommesse. L’uso del condizionale è d’obbligo poiché questo piano, piuttosto ardito nei suoi tanti punti programmatici, non ha avuto modo di mostrare tutta la sua efficacia a livello nazionale, se non con luci e ombre attraverso ilDecreto Dignità di Luigi Di Maio, anche a causa della brevità del primo esecutivo guidato dall’”avvocato del popolo”. Considerando che in questi giorni sta per nascere un Conte-bis, la guerra al gioco d’azzardo fino ad ora è stata dunque solo rimandata?

Perché colpire la pubblicità legata al gaming?

Endrizzi, nella sua intervista online, si soffermava spesso e volentieri sulla pubblicità legata al gaming ed in alcuni passi ne proponeva la totale abolizione. Il concetto su cui era strutturata quest’ideasi fondava sull’assunto che agendo sulla domanda e non sull’offerta si sarebbe potutolimitare l’incentivazione e la promozione di un settore peraltro vietato ai minorenni. Colpendo infine le sponsorizzazioni sportive che arrivano solitamente ad un pubblico di giovanisarebbe stato possibile agire sui casino online aams in modo drastico. Insomma, a detta dell’esponente grillino per frenare il gioco d’azzardo sarebbe stato sufficiente “controllare” in un certo senso i media. Il mercato italiano del gambling, va detto, è sicuramente uno dei più importantidi tutta l’Europa, almeno in termini numerici, ma per meglio regolamentarlo forse non basterà la semplice censura. Chissà… Aspettiamo ora le mosse del nuovo esecutivo Pd-5Stelle per meglio comprendere come la prossima campagna contro il gambling nostrano possa strutturarsi.


Come si porrà il governo Conte-bis rispetto al settore delle scommesse?

Rispondere a questa domanda non è affatto semplice; la nuova alleanza politica giallo-rossa,che ha da poco ottenuto la fiducia alla Camera e che si accinge ad averla al Senato, sarà a detta di tutti un governo di discontinuità rispetto alla precedente esperienza con la Lega-5Stelle. L’anima piuttosto marcata di sinistra di questo nuovo esecutivo, sicuramente focalizzatasulla promozione ed il rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo, potrebbe interessarsi al settore di scommesse ponendo freni simili a quelli pesanti 14 mesi fa, se non più importanti. Regolamentare il gioco d’azzardo apportando migliorie è sicuramente positivo, colpire il settore e l’indotto che genera senza un’idea precisa in mente lo è di meno.

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