Nella cella del boss 'amico' di Toto Riina una missiva 'minacciosa' in alfabeto fenicio

Lettera in codice con le parole 'attentato', 'papello' e 'Bagarella'

a cura della redazione
16/01/2014
Attualità
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Una lettera scritta in codice, con l'utilizzo di alfabeto fenicio.

E' stata ritrovata nella cella del boss pugliese Alberto Lorusso - detenuto che trascorreva l'ora d'aria con Totò Riina ed al quale il padrino di Corleone avrebbe riferito la volontà di organizzare un attentato contro il pm di Palermo Nino Di Matteo.

Tra le varie parole ricostruite ecco "attentato", "papello" e "Bagarella".

La scoperta risale al dicembre scorso, quando i magistrati, a sorpresa, hanno ordinato la perquisizione della cella di Lorusso. I magistrati, indagando sulla figura del boss pugliese, hanno scoperto come già in passato fossero state rinvenute sue missive scritte in codice, tanto da far sospettare che sia un vero e proprio esperto di crittografia. Ora non resta che capire se quella lettera, scritta in alfabeto fenicio, sia stata inviata da qualcuno che voleva "suggerirgli" i discorsi da sostenere con Riina nel carcere milanese di Opera o se, ancor più allarmante, sia stata scritta da Lorusso stesso per inviare un messaggio all'esterno.

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