Polizze per pagarsi la badante: cosa sono?

23/05/2019
Attualità
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L’aspettativa di vita degli italiani si allunga sempre di più, ma con l’allungarsi della vita si affacciano anche un insieme di conseguenze come la possibilità di avere problemi di salute, o di non essere più autosufficienti. Già un report dell’Osservatorio di Reale Mutua del 2017 aveva sottolineato come ben un italiano su tre si dimostri preoccupato dalla possibilità di non essere autosufficiente, una volta raggiunta la vecchiaia.

Secondo le stime, nel 2013 ci saranno ben 5 milioni di anziani disabili che richiederanno assistenza (attualmente sono circa tre milioni). In poche parole, mentre il welfare e lo scenario delle pensioni si assottigliano sempre di più e non danno più certezze per il futuro, molte famiglie si trovano costrette a finanziare la spesa sanitaria per gli anziani che non possono gestirsi da soli e non hanno i fondi per poter pagare una badante.

Come fare, quindi, per potersi assicurare una rendita anche nel momento in cui non si dovesse essere più in grado di procurarsi uno stipendio? Cosa fare, nell’ipotesi in cui la pensione non dovesse più essere sufficiente?  La risposta, per gli italiani, è nelle polizze private. Se lo Stato non spende per investire nella cura domiciliare, non resta che cominciare a pensare alla pensione (e alle possibili difficoltà della vecchiaia) molto prima, investendo nelle polizze assicurative che assicurano anche una copertura economica per l'assistenza da parte della badante.

Il boom delle polizze per pagare la badante

Le compagnie assicurative, ovviamente, hanno colto la palla al balzo ed hanno cominciato da alcuni anni ad introdurre sul mercato dei prodotti pensati proprio per chi pensava al suo futuro ed alla vecchiaia.

Parliamo delle polizze Long term care, che come leggiamo in questo approfondimento, sono dei prodotti pensati per garantire una rendita vitalizia - erogata come capitale o mensilmente - a chi rimane privo della capacità di badare a sé stesso.

I contratti offerti dalle compagnie sono sostanzialmente di due tipi: le polizze malattia e le polizze vita, le quali a loro volta si distinguono in ‘vita intera’ e ‘vita temporanea’.
Lo scopo delle polizze malattia è quello di rimborsare le spese mediche che si debbono sostenere, sempre nel limite del massimale.

Le polizze vita sono invece i contratti Long term care ai quali facciamo riferimento: si tratta di prodotti che garantiscono una rendita se il soggetto beneficiario non dovesse più essere autosufficiente, e possono essere a vita intera, se il pagamento del premio dura tutta la vita, o a vita temporanea.

Il lato interessante dei contratti Long term care è che negli ultimi anni sempre più polizze aggiungono anche dei contenuti particolari e personalizzati, e che quindi c'è una certa possibilità di scelta che consente di fare valutazioni particolari.

Le polizze long term care convengono?

Le polizze long term care in linea di massima sono un investimento importante soprattutto per chi non ha figli, o ha figli ma è consapevole del fatto che non avranno possibilità economiche per occuparsi di sé nell'ipotesi in cui l'autosufficienza debba venire meno. Le polizze long term care possono quindi essere degli strumenti importanti per il futuro, in un contesto nel quale la vita media è sempre più lunga ma aumentano anche le persone anziane che hanno bisogno di assistenza in modo più o meno continuativo (ad esempio per mezzo di una badante).
I contratti Long term care sono un investimento interessante a patto che ci sia molta chiarezza al momento della loro stipula, con particolare riguardo alla definizione dei termini.

Ad esempio, il termine ‘stato di non autosufficienza’ non è univoco, ed essendo l’elemento che fa scattare l'erogazione della rendita, è necessario comprendere bene che cosa la compagnia assicurativa intenda per ‘non autosufficienza’.
Alcune compagnie, ad esempio, ritengono che essa sussista quando l’assicurato non riesce a compiere alcune delle attività normali quotidiane che una persona autosufficiente dovrebbe poter svolgere in autonomia (cucinare, mangiare, lavarsi, vestirsi e spogliarsi e via dicendo). In alcuni casi, la rendita della polizza viene erogata solamente se l’assicurato non riesce a compiere almeno tre su quattro attività, o quattro su sei.

In alcuni casi invece la compagnia assicurativa richiede delle valutazioni più sofisticate, come il raggiungimento di un totale di punti di non autosufficienza. Ma vi sono anche compagnie che, semplicemente, si accontentano di un questionario compiuta dal medico e poi si appoggiano ad accertamenti successivi oppure dei loro medici convenzionati.

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